05 novembre 2025

Andamento gestionale al 30 settembre 2025

•    Consegne di cemento in forte aumento (+26,0%), grazie all’ampliamento del perimetro di consolidamento e ad una lieve crescita organica

•    Sviluppo positivo del calcestruzzo preconfezionato (+4,0%) in tutti i mercati di presenza, esclusi gli Stati Uniti

•    Ricavi netti consolidati nei primi nove mesi dell’anno pari a 3.406,2 milioni, in miglioramento del 1,2% a parità di perimetro e tassi di cambio

•    Conferma delle previsioni sui risultati operativi dell’esercizio 2025, con un margine operativo lordo ricorrente compreso tra 1.100 - 1.200 milioni

 

Dati Consolidati   Gen-Set 2025 Gen-Set 2024 25/24
Vendite di cemento t/000 23.739 18.843  +26,0%
Vendite di calcestruzzo m3/000 7.440 7.154 +4,0%
Ricavi netti €/m 3.406 3.184 +7,0%
   

 

Set 25

 

Dic 24

 

Var.

Posizione finanziaria netta positiva €/m 974 755 218


Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per esaminare l’andamento economico del gruppo da gennaio a settembre 2025 e la posizione finanziaria netta a fine settembre. 

Nel terzo trimestre, le nostre vendite di cemento si sono confermate in forte aumento rispetto all’esercizio precedente, essenzialmente grazie al contributo netto positivo delle variazioni di perimetro avvenute a partire da fine 2024. Si ricorda infatti che ad ottobre dello scorso anno, Buzzi ha acquisito il rimanente 50% del capitale nella joint venture brasiliana e ha ceduto i propri attivi in Ucraina. In gennaio 2025, l’esecuzione dell’accordo di partnership strategica in Alpe-Adria con il gruppo austriaco Wietersdorfer ha poi portato al deconsolidamento dello stabilimento di Fanna in Italia, mentre, nel corso del primo semestre, Buzzi ha fatto il suo ingresso nel mercato degli Emirati Arabi attraverso l’acquisto di una partecipazione di controllo in Gulf Cement Company. 
Tuttavia, anche escludendo tali effetti, le consegne del gruppo hanno registrato un andamento moderatamente favorevole sia nel cemento che nel calcestruzzo preconfezionato. I volumi, infatti, hanno continuato a recuperare terreno nei paesi dell’Europa Centrale, in Stati Uniti si è assistito ad un marginale miglioramento della domanda, mentre il calo delle spedizioni in Russia e la più sfidante base di confronto in Polonia hanno causato un rallentamento delle consegne in Europa Orientale. Guardando ai risultati consolidati, nei primi nove mesi dell’anno, i volumi di vendita sono cresciuti rispettivamente del 26,0% per il cemento e del 4,0% per il calcestruzzo preconfezionato, mentre i prezzi medi di vendita non hanno subito variazioni di rilievo nel trimestre.

Guardando al contesto congiunturale, l’ultima analisi del Fondo Monetario Internazionale ha evidenziato un ancora limitato impatto dei dazi americani sull’economia globale. Il settore privato ha reagito prontamente, anticipando le importazioni nella prima metà dell’anno e riorganizzando le catene di approvvigionamento per deviare i flussi commerciali verso nuove destinazioni. Inoltre, la conclusione dei diversi accordi tra gli Stati Uniti e altri paesi ha contribuito ad attenuare l’incertezza sui mercati, mentre la risposta del resto del mondo è rimasta nel complesso moderata, consentendo al sistema commerciale internazionale di mantenersi aperto. Il protrarsi dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente ha continuato a gravare sul contesto macroeconomico. Tuttavia, nonostante le più rigide sanzioni americane e i danni alle infrastrutture in Russia, il prezzo del petrolio è tornato in calo nel trimestre, riflettendo un sommesso sviluppo della domanda; un andamento analogo ha interessato anche il costo del gas naturale in Europa, in flessione durante l’estate. Tali evoluzioni hanno reso possibile una revisione al rialzo delle previsioni di crescita globale, attualmente stimate al 3,2% per il 2025, sebbene i rischi legati alle limitazioni degli scambi internazionali possano progressivamente intensificarsi, con il trasferimento dei maggiori costi sui consumatori e la stabilizzazione dei flussi commerciali su rotte alternative. 

In Stati Uniti, numerosi sono i fattori che stanno ritardando la piena trasmissione delle politiche in atto, e che delineano un complesso scenario economico. Le restrizioni sull’immigrazione, infatti, stanno progressivamente riducendo la disponibilità di manodopera, ma il rallentamento ciclico della domanda ha finora compensato in parte tale contrazione, determinando un equilibrio piuttosto precario nel mercato del lavoro. Gli investimenti hanno mostrato una generalizzata debolezza, particolarmente marcata nell’edilizia commerciale e residenziale, tuttavia mascherata dal forte aumento della spesa in macchinari e in proprietà intellettuale, soprattutto nei settori legati all’intelligenza artificiale. Le condizioni finanziarie, con la svalutazione del dollaro, hanno fornito ulteriore supporto all’attività interna e, pur in presenza di un’inflazione nuovamente in crescita (2,9% in agosto), la Federal Reserve ha deciso di allentare la politica monetaria in settembre, con l’obiettivo di sostenere l’occupazione. Le ultime proiezioni prevedono così un incremento del PIL nel 2025 pari al 2%.

Nell’area euro, i dati disponibili sul terzo trimestre segnalano una modesta espansione dell’attività economica, trainata principalmente dai servizi e da un ancora solido mercato del lavoro, seppur in raffreddamento. La spesa delle famiglie ha riportato una dinamica in miglioramento e il clima di fiducia, anche se con una sostenuta volatilità, si è rafforzato nei mesi estivi. Al contrario, gli indicatori relativi agli investimenti confermano una persistente fragilità. L’inflazione si è stabilizzata su valori in linea con i target di politica monetaria, inducendo la Banca Centrale Europea a mantenere invariati i tassi di riferimento nel periodo in esame. Nonostante i progressi sul fronte commerciale con gli Stati Uniti, l’apprezzamento della valuta, l’elevato livello di incertezza sui mercati e l’inasprirsi della concorrenza internazionale continuano a pesare sulle prospettive di crescita, soprattutto nel settore manifatturiero. Si stima pertanto che l’economia dell’area euro possa crescere dell’1,2% nel 2025.

In Italia, dopo la frenata primaverile, il prodotto è tornato in marginale ripresa nel terzo trimestre, beneficiando del recupero nel settore terziario e del buon andamento dell’attività edile. Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato, ma il clima di forte incertezza ha causato una diffusa cautela nei consumi, che restano contenuti. Gli investimenti invece si sono rafforzati ulteriormente, spinti dalle meno stringenti condizioni di finanziamento oltre che dalle politiche fiscali in atto e dalle altre misure legate al PNRR. L’occupazione si è stabilizzata, come anche l’inflazione, che ha chiuso il trimestre con un tasso dell’1,6%. Sulla base di tali sviluppi, le più recenti previsioni indicano un incremento del PIL per il 2025 intorno allo 0,5%.

Per quanto riguarda le economie emergenti, in Brasile si stima una dinamica del prodotto in attenuazione sul trimestre estivo, comunque sostenuta da una certa resilienza nei comparti dell’agricoltura e delle costruzioni. L’inflazione di fondo è aumentata e le più aggiornate proiezioni indicano per il 2025 un’espansione del PIL del 2,1%. In Messico, invece, l’effetto combinato dei dazi, della contenuta spesa pubblica e della stagnazione degli investimenti ha gravato sull’evoluzione dell’attività economica nel periodo di riferimento.

In tale contesto, le vendite di cemento e clinker del gruppo, nei primi nove mesi del 2025, si sono attestate a 23,7 milioni di ton, in deciso aumento rispetto ai 18,8 milioni dello scorso anno. Anche la produzione di calcestruzzo preconfezionato si è espansa, raggiungendo quota 7,4 milioni di metri cubi (nel 2024: 7,2 milioni). Il fatturato consolidato è stato dunque pari a 3.406,2 milioni, in crescita del 7,0% rispetto ai 3.184,3 milioni nel 2024. L’effetto cambio ha inciso negativamente per 23,4 milioni, mentre le citate modifiche al perimetro di consolidamento hanno portato ad un incremento dei ricavi di 205,7 milioni. Al netto di tali variazioni, il fatturato sarebbe cresciuto dell’1,2%.

La tabella seguente illustra la ripartizione del fatturato per mercati di presenza.

milioni di euro Gen-Set 2025 Gen-Set 2024 ∆ % ∆ % lfl
Italia 591,0 607,6 -2,7 +3,1
Stati Uniti d'America 1.220,7 1.294,8 -5,7 -3,0
Germania 609,1 599,4 +1,6 +1,6
Lussemburgo e Paesi Bassi  146,4 133,2 +9,9 +12,0
Polonia 152,8 127,8 +19,6 +17,8
Rep. Ceca e Slovacchia 165,3 154,0 +7,3 +6,3
Brasile 265,0 - n.s.  n.s.
Emirati Arabi Uniti  48,8 - n.s. n.s.
Ucraina 71,3 n.s. n.s.
Russia 240,2 226,4 +6,1 +2,5
Elisioni  (33,0) (30,2)    
  3.406,2 3.184,3 +7,0 +1,2
         
Messico (100%) 693,5 786,5 -11,8 -0,4

             
La posizione finanziaria netta attiva a fine periodo ammonta a 973,6 milioni, rispetto a 755,2 milioni di fine 2024 e 691,2 milioni a fine giugno. 

Italia
Anche nel terzo trimestre, l’esclusione dello stabilimento di Fanna dal perimetro di consolidamento ha causato una flessione delle nostre vendite di leganti idraulici e clinker, mentre la dinamica della domanda domestica ha dimostrato una sostanziale resilienza, grazie al favorevole sviluppo dell’edilizia nei mesi estivi, principalmente spinta dalla realizzazione dei progetti legati al PNRR. A parità di condizioni, infatti, le nostre consegne hanno registrato un andamento marginalmente positivo, mentre il settore del calcestruzzo preconfezionato ha continuato a crescere con tassi sostenuti. Anche i prezzi di vendita si sono confermati in lieve miglioramento anno su anno. Nei primi nove mesi, il fatturato si è dunque attestato a 591,0 milioni, in calo del 2,7% rispetto ai 607,6 milioni dello scorso anno, a seguito delle modifiche al perimetro di attività che hanno contribuito negativamente per 34,2 milioni. A parità di condizioni, il giro d’affari sarebbe aumentato del 3,1%.

Stati Uniti d’America
Dopo la contrazione di inizio anno, le nostre vendite di cemento hanno lievemente recuperato terreno nei mesi estivi, ma il contesto di mercato resta piuttosto sfidante e ulteriormente aggravato dai recenti mutamenti intervenuti nel panorama competitivo. Si è protratto il rallentamento della domanda in Texas, dove anche il maltempo ha limitato le consegne nel mese di agosto e i volumi di calcestruzzo preconfezionato hanno confermato la debolezza osservata nella prima parte dell’anno. I prezzi medi di vendita di cemento in valuta locale si sono mantenuti stabili anno su anno nei primi nove mesi del 2025 e il fatturato è stato quindi pari a 1.220,7 milioni di euro, in calo del 5,7% rispetto ai 1.294,8 milioni realizzati nello scorso esercizio. La svalutazione del dollaro ha contribuito negativamente alla traduzione dei risultati in euro: al netto dell’effetto cambio, infatti, la flessione sarebbe stata pari al 3,0%.

Germania
Nel trimestre estivo, i nostri volumi di vendita di cemento e calcestruzzo preconfezionato hanno continuato a rafforzarsi rispetto ai livelli particolarmente depressi dello scorso anno, anche grazie alla favorevole evoluzione delle esportazioni verso i paesi limitrofi. La domanda domestica, tuttavia, evidenzia una persistente debolezza del settore residenziale e commerciale, in parte compensata dal positivo sviluppo delle infrastrutture. I prezzi medi di vendita non hanno subito variazioni di rilievo durante l’estate, ma il confronto tra i primi nove mesi del 2025 e lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia una variazione sfavorevole. Di conseguenza, il fatturato complessivo a tutto settembre è stato pari a 609,1 milioni, in marginale aumento (+1,6%) rispetto ai 599,4 milioni del 2024.

Lussemburgo e Paesi Bassi
L’andamento delle consegne si è confermato in miglioramento nel terzo trimestre, ma con tassi di crescita in decelerazione, scontando un più difficile confronto con il periodo precedente che aveva già beneficiato di un iniziale, seppur lieve, recupero. L’aumento dei volumi ha caratterizzato sia il settore del cemento che del calcestruzzo preconfezionato, anche grazie ad un più vivace flusso verso l’estero, mentre i prezzi medi di vendita risultano in peggioramento anno su anno. Guardando ai primi nove mesi, il fatturato ha registrato un incremento del 9,9%, attestandosi a 146,4 milioni (rispetto ai 133,2 milioni del 2024), nonostante la riduzione di perimetro nel calcestruzzo avvenuta ad inizio dello scorso anno abbia inciso negativamente per 2,5 milioni. A parità di perimetro, infatti, i ricavi sarebbero aumentati del 12,0%.

Polonia
Dopo il deciso rafforzamento osservato nella prima parte dell’anno, in estate le vendite di cemento si sono ridotte a causa di un generalizzato rallentamento del mercato, accentuato dal confronto con una più dinamica evoluzione delle consegne nella seconda metà del 2024. Anche il settore del calcestruzzo preconfezionato ha seguito un andamento simile, mentre i prezzi medi di vendita sono rimasti sostanzialmente stabili nel trimestre, ma inferiori al 2024 nel confronto periodo su periodo. Il fatturato dei primi nove mesi è risultato così pari a 152,8 milioni, in forte aumento (+19,6%) rispetto all’esercizio precedente (127,8 milioni), compreso l’effetto cambio favorevole (+1,5%). Al netto delle oscillazioni del tasso di cambio, il fatturato ha mostrato una crescita del 17,8%.

Repubblica Ceca-Slovacchia
Nonostante un calo nelle consegne oltreconfine e un più aggressivo contesto competitivo, il mercato domestico si è mantenuto solido e di sostegno alle nostre vendite di cemento e calcestruzzo preconfezionato, permettendo di confermare lo sviluppo favorevole già rilevato nel primo semestre. Anche i prezzi medi di vendita risultano in lieve rafforzamento anno su anno. Il fatturato si è attestato a 165,3 milioni, in crescita del 7,3% rispetto ai 154,0 milioni del 2024. Le oscillazioni nella valuta locale hanno contribuito in maniera limitata alla conversione del risultato in euro (+1,0%), infatti, a parità di cambio il fatturato è aumentato del 6,3%.

Brasile
In linea con il mercato, i volumi di vendita di cemento hanno dimostrato una buona resilienza in estate, anche se i dati più aggiornati sul trimestre indicano qualche segnale di rallentamento nell’attività edilizia del paese. A tutto settembre, pertanto, l’andamento delle consegne si è mantenuto in moderata crescita e i prezzi medi di vendita in valuta locale hanno registrato un lieve miglioramento nel trimestre. Nei primi nove mesi del 2025, l’inclusione delle attività brasiliane nel perimetro di consolidamento ha contribuito ai ricavi netti per 265,0 milioni. La svalutazione della valuta locale ha penalizzato la traduzione dei risultati in euro. Infatti, guardando al confronto pro-forma con lo scorso esercizio, il giro d’affari risulta in contrazione dell’8,3% rispetto ai 288,9 milioni del 2024; peraltro, a parità di tasso di cambio, i ricavi nei primi nove mesi sono stati superiori dell’1,7% a quelli dello stesso periodo 2024. 

Emirati Arabi Uniti
Il gruppo ha iniziato ad operare in questa regione in seguito all’acquisizione della quota di controllo in Gulf Cement Company, una società per azioni quotata alla Borsa Valori di Abu Dhabi, con sede nell'Emirato di Ras Al Khaimah. Dopo il successo dell’Offerta Pubblica di Acquisto, tali attività sono state incluse nel nostro perimetro di consolidamento a partire dal mese di maggio e, nel periodo in esame, hanno contribuito per 48,8 milioni al fatturato del gruppo.

Russia
Il management locale, che presidia le attività, riporta che i volumi di vendita sono diminuiti nel trimestre, chiudendo i primi nove mesi dell’anno in sostanziale parità rispetto quanto registrato nel 2024. La variazione dei prezzi di vendita in valuta locale, invece, si è confermata marginalmente in aumento, portando i ricavi ad attestarsi a 240,2 milioni rispetto ai 226,4 milioni del 2024. Il risultato ha anche beneficiato delle fluttuazioni nel tasso di cambio (+3,5%), al netto delle quali il giro d’affari avrebbe realizzato un incremento del 2,5%

Messico (valutazione al patrimonio netto)
Nei primi nove mesi dell’anno, i volumi di vendita della nostra joint venture sono risultati ancora in contrazione rispetto ai livelli dello scorso anno, sebbene la chiusura del trimestre estivo sia stata caratterizzata da una qualche accelerazione delle consegne. Perdurano i timori sul generale andamento di mercato, così come il rallentamento nel segmento del calcestruzzo preconfezionato. I prezzi in valuta locale, invece, si sono confermati in rafforzamento anno su anno, mentre la svalutazione del peso messicano ha inciso negativamente (-12,9%) sulla traduzione dei risultati in euro. Il fatturato, riferito al 100% della joint venture, è così stato pari a 693,5 milioni di euro, in calo dell’11,8% rispetto ai 786,5 milioni realizzati nel 2024; a parità di cambio, il fatturato è rimasto stabile (-0,4%).

Evoluzione prevedibile della gestione
In tutti i mercati di presenza, le previsioni formulate in sede di pubblicazione dei risultati semestrali hanno trovato riscontro nel trimestre estivo e ci attendiamo che possano confermarsi anche negli ultimi mesi dell’esercizio.

Per l’anno in corso, infatti, restiamo ottimisti sulla resilienza della domanda domestica in Italia, che dovrebbe permettere un andamento organico delle consegne sostanzialmente stabile. Nonostante un contesto di mercato piuttosto sfidante, in Stati Uniti ci aspettiamo che il lieve rialzo osservato nel terzo trimestre possa protarsi anche in chiusura d’anno, senza però consentire un pieno recupero dei volumi rispetto ai livelli 2024. In Europa Centrale, invece, riteniamo ragionevole che la più impegnativa base di confronto possa limitare un’ulteriore espansione dei consumi; anche in Polonia l’accelerazione delle consegne di fine 2024 renderà più difficile il paragone nell’ultimo trimestre, sebbene la domanda domestica resti solida. In Repubblica Ceca non prevediamo significative variazioni nella dinamica finora registrata. Le ultimi stime ufficiali in America Latina sembrano ribadire un’evoluzione moderatamente positiva della domanda in Brasile, mentre, in Messico, crediamo che l’attuale rallentamento di mercato possa perdurare. 

In conclusione, i dati consuntivati, così come le più recenti aspettative sul settore nelle regioni di riferimento, presentano uno scenario coerente con le indicazioni già fornite al mercato. Pertanto, alla luce delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento, riteniamo di poter confermare per l’intero esercizio 2025 la previsione di un margine operativo lordo ricorrente compreso tra 1.100 - 1.200 milioni.

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Prestiti obbligazionari
Nel periodo dal 1 gennaio al 30 settembre 2025 non sono stati emessi prestiti obbligazionari.

 

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Indicatori alternativi di performance
Buzzi utilizza nell’informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili. Di seguito la definizione di quelli compresi nella presente informativa:

Posizione finanziaria netta: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine. Quindi, comprende tutte le passività o attività fruttifere d’interesse e quelle a esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.


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