13 maggio 2026

Andamento gestionale al 31 marzo 2026

•    Volumi di cemento in crescita (+10,4%), grazie all’inclusione degli UAE nel perimetro di consolidamento; in flessione il settore del calcestruzzo preconfezionato (-8,6%)

•    Consegne sostanzialmente stabili a perimetro costante, sostenute da buoni risultati in USA e Brasile; in Europa rallentamento legato a condizioni meteo sfavorevoli

•    Ricavi netti consolidati pari a 960,3 milioni, in calo del 1,2% rispetto al 2025 (-1,5% a parità di perimetro)
 

Dati Consolidati   Gen-Mar 2026 Gen-Mar 2025 26/25
Vendite di cemento t/000 7.041 6.377 +10,4%
Vendite di calcestruzzo m3/000 1.994 2.181 -8,6%
Ricavi netti €/m 960 972 -1,2%
         
    Mar 26 Dic 25 Var.
Disponibilità netta €/m 1.019 1.110  (91)

 

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per esaminare sinteticamente l’andamento economico nei primi tre mesi dell’esercizio 2026 e la posizione finanziaria netta a fine trimestre.

Durante il primo trimestre del 2026, i volumi di vendita di cemento realizzati dal gruppo hanno registrato una crescita rispetto all’esercizio precedente, principalmente per effetto dell’inclusione nel perimetro di consolidamento delle attività negli Emirati Arabi Uniti, consolidate a partire da maggio 2025; a perimetro costante, le consegne evidenziano invece una lieve contrazione. La dinamica dei volumi è risultata negativa in Europa, risentendo sia di condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli, con temperature inferiori alla media e precipitazioni intense, sia del perdurare di alcune criticità strutturali nei mercati di riferimento. Negli Stati Uniti, invece, si è registrata una crescita sostenuta anche dallo sviluppo di nuovi segmenti, quali i data center e le relative infrastrutture. Andamento positivo anche in Brasile: nonostante un avvio d’anno penalizzato da forti piogge nella regione di Minas Gerais, l’evoluzione delle spedizioni ha consentito di chiudere il trimestre in aumento. Complessivamente, i volumi di cemento venduti risultano in crescita del 10,4%, mentre le consegne di calcestruzzo evidenziano una flessione dell’8,6%. Sul fronte dei prezzi, in valuta locale si rileva un’evoluzione favorevole in Italia, mentre in Europa i livelli medi si mantengono sostanzialmente in linea con quelli dello stesso periodo del 2025; andamento positivo anche in Brasile e, su base pro-forma, negli Emirati Arabi Uniti, mentre negli Stati Uniti si registra una lieve flessione.

Nel corso dei primi mesi del 2026, l’economia globale ha registrato una crescita moderata, in un contesto segnato da elevata incertezza geopolitica e da persistente volatilità dei prezzi. Secondo le più recenti stime del Fondo Monetario Internazionale, l’espansione dell’economia mondiale si manterrà attorno al 3,1% nel 2026, con una performance complessivamente positiva ma ancora esposta a fattori avversi. In questo quadro, la dinamica dei prezzi energetici e delle materie prime rimane un elemento di attenzione per le prospettive di breve periodo, con impatti sui costi delle famiglie e sulla domanda aggregata, anche se gli effetti variano tra le diverse regioni e dipendono dalle specificità dei mercati locali.

Negli Stati Uniti, l’attività economica ha mostrato una crescita moderata. I consumi si sono progressivamente normalizzati, mentre il settore manifatturiero resta debole in un contesto di rallentamento del ciclo industriale globale. Il mercato del lavoro continua tuttavia a mostrare resilienza, sostenendo l’attività economica, mentre gli investimenti rappresentano ancora un elemento di supporto. Nel complesso, le prospettive restano positive, sebbene condizionate dall’incertezza macroeconomica e dalle condizioni finanziarie.

Nei paesi dell’Eurozona, gli indicatori congiunturali all’inizio del 2026 segnalano uno sviluppo moderato ma positivo. Il PIL è atteso crescere a ritmi contenuti, sostenuto soprattutto dalla domanda interna, dal miglioramento graduale dei redditi reali e da un mercato del lavoro che resta complessivamente solido. L’attività economica continua a essere guidata dal settore dei servizi, mentre la manifattura rimane debole, in un contesto di domanda estera ancora fiacca e commercio globale moderato. Gli investimenti risultano ancora contenuti, riflettendo l’elevata incertezza e condizioni finanziarie restrittive. L’inflazione mostra un profilo volatile, influenzata dalle componenti energetiche, con un temporaneo aumento nel 2026 e una successiva tendenza alla moderazione verso livelli coerenti con l’obiettivo di medio termine della BCE.

Nel primo trimestre del 2026, l’economia italiana è attesa mantenersi su un sentiero di crescita moderata, con un aumento del PIL pari a circa lo 0,8 % su base annua. La dinamica economica è sostenuta principalmente dal settore dei servizi, grazie al contributo positivo del turismo e dei servizi alle imprese, mentre la manifattura mostra un andamento più debole e discontinuo, risentendo delle oscillazioni della produzione industriale osservate negli ultimi mesi.
Tra le economie emergenti in cui il gruppo opera, il Brasile mantiene un ritmo contenuto, con una crescita del PIL stimata attorno all’1,6% nel 2026, trainata dai servizi, mentre industria e agricoltura presentano dinamiche differenziate e consumi e investimenti risentono della politica monetaria restrittiva. Negli Emirati Arabi Uniti, l’economia cresce a un ritmo più robusto, con il contributo crescente dei settori non petroliferi come servizi, costruzioni, turismo e logistica, pur con alcuni rallentamenti nell’attività privata legati all’incertezza internazionale e a tensioni regionali; lo sviluppo del PIL è stimato in crescita del 5 ,6% nel 2026.
Il Messico registra una crescita moderata, con il PIL atteso a +1,4 % nel 2026, sostenuto dai consumi privati e da un modesto contributo delle esportazioni, mentre l’industria manifatturiera mostra segnali di contrazione.

Per quanto riguarda la politica monetaria, la Banca Centrale Europea ha mantenuto un approccio prudente, confermando invariati i tassi di interesse con l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2% a medio termine. Le prospettive restano tuttavia incerte a causa dei rincari dei beni energetici legati al conflitto in Medio Oriente. Anche la Federal Reserve ha adottato un orientamento di attesa, mantenendo i tassi nel range 3,50%–3,75%, privilegiando l’osservazione dell’evoluzione dell’inflazione e del mercato del lavoro prima di eventuali nuovi interventi. In Sudamerica, la Banca Centrale del Brasile ha confermato i tassi elevati per contenere le aspettative d’inflazione, nonostante segnali di rallentamento economico. La Banca del Messico, invece, ha recentemente adottato un approccio più accomodante, tagliando il tasso ufficiale di 25 punti base al 6,75% e segnalando possibili ulteriori riduzioni se le condizioni economiche lo permetteranno.

In questo scenario, le vendite di cemento e clinker del gruppo nel primo trimestre del 2026 si sono attestate a 7,0 milioni di tonnellate, registrando una crescita del 10,4% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2025. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno invece mostrato una dinamica differente, diminuendo dell’8,6%, e attestandosi a 2,0 milioni di metri cubi. 
Il fatturato consolidato è stato pari a 960,3 milioni, in diminuzione dell’1,2% rispetto ai 972,2 milioni del 2025. Il dato beneficia per 36,6 milioni dell’ampliamento del perimetro di consolidamento, mentre risulta penalizzato da effetti cambio sfavorevoli per 33,8 milioni. A perimetro e cambi costanti, il fatturato avrebbe registrato una contrazione pari all’1,5%. La tabella seguente presenta la ripartizione del fatturato per area geografica di riferimento.
    

milioni di euro Gen-Mar 2026 Gen-Mar 2025 ∆ % ∆ % lfl
Italia 181,3 192,1 -5,6 -5,6
Stati Uniti d'America 338,5 355,2 -4,7 +6,0
Germania 160,1 169,9 -5,8 -5,8
Lussemburgo e Paesi Bassi  43,0 45,3 -5,1 -5,1
Polonia 30,2 41,2  -26,8 -26,3
Rep. Ceca e Slovacchia 43,4 38,1 +14,0 +10,7
Brasile 92,4 80,8 +14,4 +14,2
Emirati Arabi Uniti 36,6 - n.s. n.s.
Russia 45,3 59,7 -24,1 -29,1
Elisioni (10,6) (10,1)    
  960,3 972,2 -1,2 -1,5
         
Messico (100%)  275,0  225,7 +21,8 +16,4

 

A partire dall’esercizio 2026, la società ha adottato una diversa modalità espositiva per la presentazione della situazione finanziaria del gruppo. In luogo della precedente “posizione finanziaria netta”, si farà riferimento a indebitamento netto o disponibilità netta, in coerenza con gli orientamenti ESMA (ESMA32-382-1138), recepiti dalla Consob con il Richiamo di attenzione n. 5/21 del 29 aprile 2021. 
La disponibilità netta del gruppo a fine trimestre si è attestata a 1.019,0 milioni, rispetto ai 1.109,7 milioni del 31 dicembre 2025. Nel periodo sono stati effettuati investimenti per 116,5 milioni a fronte di 223,3 milioni nello stesso trimestre dell’esercizio precedente. Sempre nel primo trimestre l’esborso per acquisto di azioni proprie è stato pari a 102,3 milioni di euro.
Alla data del 12 maggio 2026 l’esecuzione del programma di buyback ha raggiunto il valore complessivo di 117,1 milioni di euro e la società detiene complessivamente n. 14.238.341 azioni proprie, pari al 7,392% del capitale sociale.

Italia
Durante i primi tre mesi del 2026, le vendite di leganti idraulici hanno evidenziato una contrazione, riconducibile principalmente a condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno caratterizzato l’avvio dell’anno, determinando una marcata debolezza nei mesi di gennaio e febbraio, seguita da un progressivo recupero nel mese di marzo grazie al miglioramento del contesto operativo. Un andamento analogo si è riscontrato anche nel comparto del calcestruzzo preconfezionato, che ha risentito delle stesse dinamiche stagionali. I prezzi di vendita, sia del cemento sia del calcestruzzo, hanno invece mostrato un’evoluzione favorevole. Nel complesso, il fatturato si è attestato a 181,3 milioni, in calo del 5,6% rispetto ai 192,1 milioni del primo trimestre dello scorso anno.

Stati Uniti d’America
In avvio d’anno, le vendite di leganti idraulici hanno evidenziato una crescita apprezzabile, sostenuta anche dall’aumento delle forniture destinate a grandi progetti infrastrutturali, in particolare data center e opere correlate; tale risultato beneficia inoltre del confronto con un primo trimestre 2025 particolarmente debole. Un andamento analogo ha caratterizzato il segmento del calcestruzzo preconfezionato, che ha ottenuto una crescita dei volumi, seppur più contenuta. Sul fronte dei prezzi, il cemento in valuta locale ha mostrato una flessione, mentre il calcestruzzo ha evidenziato un lieve incremento. In tale contesto, i ricavi complessivi del trimestre hanno registrato una contrazione del 4,7%, passando da 355,2 a 338,5 milioni. Il risultato risulta fortemente penalizzato dalla svalutazione del dollaro (-11,2%); a cambi costanti, il fatturato avrebbe invece registrato un aumento del 6,0%. 

Germania
I volumi di vendita di cemento hanno evidenziato una diminuzione, principalmente imputabile alle condizioni meteorologiche avverse, cui si è accompagnata una contrazione analoga nel comparto del calcestruzzo. I prezzi medi di vendita hanno segnato un lieve incremento su base annua, più accentuato se confrontato con i livelli di fine 2025. Il fatturato si è quindi attestato a 160,1 milioni, in calo del 5,8% rispetto al risultato registrato nel primo trimestre dell’esercizio precedente.

Lussemburgo e Paesi Bassi
Le nostre consegne hanno risentito del maltempo, registrando una flessione dei volumi di cemento in Lussemburgo e un andamento negativo delle vendite di calcestruzzo preconfezionato nei Paesi Bassi; i prezzi del cemento sono rimasti complessivamente stabili, mentre il calcestruzzo ha mostrato una dinamica più vivace, registrando una moderata crescita. I ricavi del gruppo nell’area del Benelux si sono così attestati a 43,0 milioni, rispetto ai 45,3 milioni del primo trimestre dello scorso esercizio (-5,1%).

Polonia
Le consegne di cemento, nel corso del primo trimestre, hanno mostrato una evidente flessione, penalizzate sia dalle condizioni meteorologiche sfavorevoli sia dal confronto con un avvio del 2025 particolarmente robusto; un andamento analogo ha interessato anche le vendite di calcestruzzo preconfezionato, anch’esse in contrazione rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. I prezzi medi del cemento in valuta locale hanno evidenziato un lieve miglioramento su base annua, con un confronto ancora più favorevole rispetto ai livelli di fine 2025, mentre il calcestruzzo ha registrato una moderata flessione. In questo contesto, il fatturato ha chiuso con un brusco rallentamento, attestandosi a 30,2 milioni (41,2 milioni nel 2025), anche a parità di cambio, considerata la limitata volatilità della valuta locale.

Repubblica Ceca 
Le nostre attività hanno registrato un andamento positivo nel trimestre, sostenuto dalla dinamica favorevole della regione di Praga: i volumi di cemento sono cresciuti e ancor più marcato è stato l’incremento del calcestruzzo, anche grazie all’entrata in funzione di due nuove stazioni di betonaggio. L’andamento dei prezzi è stato anch’esso favorevole, registrando un progressivo rafforzamento. Il fatturato si è così attestato a 43,4 milioni, in aumento del 14,0% rispetto ai 38,1 milioni dello scorso esercizio; l’apprezzamento della corona ceca (+3,0%) ha inoltre contribuito positivamente alla traduzione in euro, mentre a parità di cambio la crescita sarebbe stata del 10,7%.

Brasile
Le consegne di cemento hanno evidenziato un’evoluzione positiva rispetto allo scorso esercizio. Nonostante un avvio d’anno complesso, penalizzato dalle intense precipitazioni registrate nel mese di gennaio nello stato di Minas Gerais, il rafforzamento delle vendite nel mese di marzo ha compensato la debolezza iniziale, sostenendo la crescita complessiva del periodo. Anche i prezzi di vendita hanno mostrato un andamento favorevole, confermando nel trimestre la tendenza di crescita avviato nel 2025. I ricavi netti hanno evidenziato un incremento significativo, attestandosi a 92,4 milioni, in crescita del 14,4% rispetto allo scorso esercizio. Un andamento analogo si riscontra anche in valuta locale, sostenuto dalla sostanziale stabilità del real brasiliano su base annua (+0,2%).

Emirati Arabi Uniti
Il 2026 segna il primo esercizio completo delle nostre attività negli Emirati, acquisite e consolidate a partire da maggio 2025. Le consegne di cemento hanno avviato l’anno in linea con gli obiettivi prefissati, per poi subire un rallentamento a causa delle tensioni correnti che stanno interessando il paese a seguito del conflitto in corso tra USA ed Iran. I prezzi medi di vendita in valuta locale hanno registrato una decisa crescita, confermando la strategia di incremento avviata lo scorso anno. Il fatturato del primo trimestre nella regione si è attestato a 36,6 milioni.

Russia
Il management locale che presidia le attività segnala una riduzione sia dei volumi di cemento venduti sia dei prezzi medi di vendita in valuta locale rispetto al precedente esercizio. I ricavi netti si sono attestati a 45,3 milioni, rispetto ai 59,7 milioni registrati nel primo trimestre del 2025. Il rublo si è rafforzato su base annua (+6,6%); a parità di cambio, le vendite del gruppo nel paese si sarebbero contratte del 29,1%. 

Messico (valutazione al patrimonio netto)
La nostra joint venture ha registrato un incremento delle consegne di leganti idraulici su base annua, mentre il comparto del calcestruzzo ha mostrato una flessione, risentendo di un contesto competitivo ancora particolarmente sfidante. In valuta locale, i prezzi medi di vendita hanno mostrato un miglioramento sia nel cemento sia nel calcestruzzo, confermando uno sviluppo positivo rispetto all’esercizio precedente e un’evoluzione favorevole anche rispetto ai livelli di fine 2025. Considerando il 100% della joint venture, i ricavi netti hanno registrato una crescita sensibile, raggiungendo 275,0 milioni (225,7 milioni nel 2025). L’apprezzamento del peso messicano (4,4%), ha sostenuto la conversione in euro dei risultati; a cambi costanti, la crescita del fatturato è stata pari a +16,4%.

Evoluzione prevedibile della gestione
Considerando la natura delle attività e le condizioni climatiche tipiche delle aree geografiche in cui Buzzi opera, il primo trimestre dell’esercizio rappresenta strutturalmente una fase caratterizzata da elevata volatilità e da una limitata capacità predittiva rispetto all’andamento complessivo dell’anno. Nel trimestre in esame, la performance gestionale si è mantenuta nel complesso in linea con le attese; in particolare, il contributo positivo registrato negli Stati Uniti ha avuto un ruolo determinante nel compensare le condizioni meteo sfavorevoli osservate in Europa.

In aggiunta, il contesto macroeconomico e geopolitico continua a presentare elementi di incertezza che rendono prematura una valutazione consolidata delle prospettive per l’intero esercizio. Le tensioni internazionali in corso, insieme alle possibili ripercussioni sulle catene di approvvigionamento, sui costi energetici e più in generale sulla struttura dei costi operativi, potrebbero determinare effetti non ancora pienamente visibili nei risultati del primo trimestre.

Per tali ragioni, si ritiene opportuno rinviare alla lettura del primo semestre la formulazione di indicazioni più puntuali sull’evoluzione dell’esercizio, momento in cui la riduzione dell’impatto stagionale e una maggiore visibilità sul contesto macroeconomico consentiranno una valutazione abbastanza affidabile delle tendenze sottostanti.

Sulla base delle evidenze oggi disponibili, viene confermato lo scenario delineato con l’approvazione del bilancio 2025, che prevede, pur in un contesto operativo ancora solido, una lieve contrazione del margine operativo lordo ricorrente rispetto agli eccellenti risultati conseguiti nell’esercizio precedente. Tale andamento riflette il permanere di pressioni selettive sui costi e condizioni di cambio del dollaro meno favorevoli.

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Indicatori alternativi di performance
Buzzi utilizza nell’informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili. Di seguito la definizione di quelli compresi nella presente informativa:

Indebitamento netto/Disponibilità netta: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine, e le attività finanziarie a breve termine. Quindi comprende tutte le passività, la parte corrente delle attività fruttifere d’interesse e le voci collegate, quali gli strumenti finanziari derivati e i ratei. L’indicatore è conforme agli orientamenti ESMA32-382-1138.

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Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.


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