28 marzo 2025

Approvati i risultati dell’esercizio 2024

Ricavi consolidati pari a 4.313 milioni, in linea con l’esercizio precedente anche a cambi e perimetro costanti (-0,7%)

Margine Operativo Lordo a livelli di eccellenza (1.276 milioni, +2,6%), favorito dalle modifiche di perimetro; anche la redditività caratteristica ricorrente supera quella del precedente esercizio (29,5% rispetto a 28,7%)

Solida generazione di cassa dall’attività operativa, con un flusso di 1.178 milioni (1.050 milioni nel 2023), a sostegno di maggiori investimenti industriali, operazioni straordinarie e una più generosa remunerazione degli azionisti

Proposta di distribuire un dividendo pari a 70 centesimi per azione (+17% rispetto al 2023)

La nuova Relazione Annuale Integrata, conforme alla CSRD, evidenzia i progressi nel percorso di decarbonizzazione: i dati ESG sono coerenti con gli obiettivi intermedi della roadmap “Our Journey to Net Zero”

 

Dati consolidati   2024 2023 % 24/23
Vendite di cemento e clinker t/000 26.331 26.343 -0,0%
Vendite di calcestruzzo m3/000 9.679 10.050 -3,7%
Fatturato €/m 4.313 4.317 -0,1%
Margine Operativo Lordo €/m 1.276 1.243 +2,6%
Margine Operativo Lordo ricorrente €/m 1.272 1.237 +2,8%
Utile netto degli azionisti €/m 942 967 -2,5%
         
    Dic 24 Dic 23 Var.
Posizione finanziaria netta positiva €/m 755 798 -43

 

Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per l’esame della Relazione finanziaria annuale dell’esercizio 2024 comprendente il progetto di bilancio d’esercizio, il bilancio consolidato e la relazione sulla gestione comprensiva della rendicontazione di sostenibilità in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 125/2024.

L’attività economica globale ha continuato ad espandersi negli ultimi mesi dell’anno, seppur con evidenti divergenze tra i principali mercati. La crescita si è confermata infatti in Stati Uniti e Cina, sostenuta rispettivamente dai servizi e dalle esportazioni, mentre l’economia nell’area euro si è ulteriormente indebolita, penalizzata dai consumi domestici e dalla domanda estera. Gli scambi internazionali hanno registrato un rallentamento nel terzo trimestre e gli indicatori di frequenza puntano ad un simile sviluppo anche in chiusura d’anno. L’inflazione nei paesi OECD risulta in calo, nonostante i tassi ancora elevati nel terziario. Da inizio ottobre, i prezzi del petrolio sono lievemente aumentati, mentre permane una maggiore volatilità sulle quotazioni del gas naturale, date le pressioni al rialzo legate sia alla domanda che all’offerta. Le più recenti proiezioni stimano un incremento del PIL mondiale pari al 3,2% nel 2024, e prevedono un avanzamento analogo anche per il biennio successivo (+3,3% nel 2025 e 2026). Tuttavia, le prospettive sul contesto macroeconomico rimangono fortemente soggette ai rischi legati all’acuirsi delle tensioni geopolitiche e all’inasprimento della politica commerciale statunitense.

Guardando alle principali aree di riferimento, negli Stati Uniti, l’economia si è mantenuta solida con un PIL reale in aumento nel quarto trimestre, seppur in decelerazione rispetto ai mesi estivi, grazie alla resilienza dei consumi privati. Nel mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione si è assestato su livelli contenuti, mentre l’inflazione, seppur in discesa, permane abbastanza elevata. 
Nell’area euro il prodotto ha invece ristagnato nel quarto trimestre, riflettendo una dinamica positiva nei consumi privati e pubblici, ed investimenti in contrazione. Dal punto di vista settoriale, il comparto industriale si stima ancora in flessione negli ultimi mesi dell’anno, mentre il terziario avrebbe evidenziato una lieve espansione. Tra i principali mercati, l’attività si è confermata particolarmente fragile in Germania, mentre si è sostanzialmente stabilizzata in Italia. In tale contesto, le attese di crescita del PIL sono state recentemente riviste al ribasso, segnalando un incremento dello 0,8% per il 2024 e dell’1% per il 2025.
Per quanto riguarda le economie emergenti, dopo un terzo trimestre in leggera accelerazione, l’economia del Messico si stima in rallentamento in autunno, con segnali di debolezza riscontrati nell’industria e una domanda domestica in attenuazione. In Brasile, al contrario, l’attività economica ha sorpreso al rialzo anche nel terzo trimestre, grazie ad una vivace dinamica dei consumi, supportati da un robusto mercato del lavoro e da una politica fiscale espansionistica. 
Con riferimento alle decisioni di politica monetaria, nei mesi autunnali, la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea hanno promosso due ribassi consecutivi dei tassi in novembre e dicembre. Tra le economie emergenti, anche in Messico è proseguito l’allentamento della stretta monetaria con due tagli sequenziali nel trimestre, mentre in Brasile, la banca centrale ha incrementato il tasso di riferimento nelle ultime due riunioni del 2024.

In tale contesto, a partire dal quarto trimestre dell’esercizio in esame, l’andamento economico-finanziario del gruppo è stato segnato da importanti variazioni del perimetro di consolidamento, in seguito, da un lato, alla cessione degli attivi in Ucraina e, dall’altro, all’acquisto del rimanente 50% del capitale nella joint venture operante in Brasile.
A perimetro costante, l’evoluzione dei volumi di vendita di cemento realizzati dal gruppo sarebbe stata negativa, a causa del sottomesso sviluppo della domanda nella maggior parte dei mercati di riferimento, ad eccezione di Polonia e Repubblica Ceca. Tale debole dinamica è stata tuttavia compensata dal contributo positivo netto delle operazioni straordinarie, che ha portato le nostre consegne di cemento a chiudere il 2024 in sostanziale parità rispetto ai livelli raggiunti lo scorso esercizio, ovvero 26,3 milioni di tonnellate. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato, invece, sono state pari a 9,7 milioni di metri cubi, in calo del 3,7% rispetto al 2023, anche in conseguenza alla vendita delle attività in Francia e in Ucraina, oltre che al ridimensionamento degli attivi in Italia.

Il fatturato consolidato è passato così da 4.317,5 a 4.313,0 milioni di euro. Nel corso del 2024, il contributo positivo relativo alle modifiche del perimetro di consolidamento è stato pari a 58,1 milioni, mentre le fluttuazioni dei tassi di cambio, in particolare la svalutazione del rublo, della corona ceca e della hryvnia ucraina, hanno avuto un impatto complessivamente sfavorevole pari a 34,0 milioni. A parità di condizioni, il fatturato sarebbe ugualmente rimasto in linea con i risultati raggiunti nel 2023 (-0,7%).

In Italia e Stati Uniti, lo sviluppo positivo dei prezzi di vendita si è contrapposto alla flessione dei volumi, permettendo dunque ai ricavi netti di confermare i livelli riportati nell’esercizio precedente: il fatturato delle attività italiane, infatti, si è attestato a 818,0 milioni (818,3 milioni nel 2023), mentre il giro d’affari delle operazioni americane è stato pari a 1.726,8 milioni (-0,9%). In Europa Centrale, i ricavi netti sono diminuiti, passando da 1.049,0 a 947,0 milioni (-9,7%), ancora penalizzati da volumi di vendita in contrazione in tutti i paesi di riferimento. Al contrario, il fatturato complessivo in Europa Orientale ha chiuso l’anno in moderata crescita, pari a 747,5 milioni (+2,3%), nonostante il deconsolidamento dell’Ucraina a partire dal mese di ottobre e l’impatto cambi negativo: a parità di condizioni, i ricavi netti avrebbero infatti registrato un incremento ancor più marcato (+9,9%), grazie al miglioramento dei prezzi di vendita in valuta locale e ai rafforzati consumi domestici in Polonia e Repubblica Ceca. Il consolidamento del Brasile, dal quarto trimestre in poi, ha inoltre contribuito per 85,8 milioni al fatturato consolidato del gruppo.

Il margine operativo lordo consolidato si è attestato a 1.276,1 milioni di euro, in aumento del 2,6% rispetto a 1.243,2 milioni dell’anno precedente. L’effetto cambio è stato sfavorevole per 10,4 milioni, mentre le variazioni del perimetro di consolidamento hanno impattato positivamente per 28,0 milioni. Il dato del 2024 comprende inoltre proventi non ricorrenti per 4,5 milioni (nel 2023 erano stati pari a 5,9 milioni). Escludendo tali voci, il margine operativo lordo ricorrente è passato da 1.237,3 a 1.271,7 milioni, con un’incidenza sul fatturato del 29,5% (28,7% nel 2023). A parità di perimetro, il miglioramento dei risultati operativi in Italia e Stati Uniti ha permesso di bilanciare il calo dei margini in Europa Centrale, dove la redditività ha risentito dei bassi livelli di produzione. 

Dopo ammortamenti per 272,3 milioni (248,2 milioni nel 2023) e svalutazioni delle attività fisse per 1,9 milioni, il risultato operativo si è attestato a 1.001,9 milioni, contro i 984,8 milioni nel 2023. Il risultato della gestione finanziaria è passato da un saldo negativo di 5,4 ad un saldo positivo di 74,9 milioni, in miglioramento grazie all’aumento degli interessi attivi, ma soprattutto per la variazione nel saldo netto delle voci senza manifestazione monetaria ed in particolare per il contributo positivo derivante dalla valutazione al valore equo degli strumenti derivati. Nell’esercizio in esame, la cessione delle attività di calcestruzzo in Francia ha generato una plusvalenza di 4,0 milioni, mentre la vendita degli asset in Ucraina ha comportato, da un lato, una plusvalenza di 42,4 milioni e, dall’altro, il rilascio della riserva relativa alle differenze di conversione con un impatto negativo pari a 177,4 milioni. I risultati delle partecipazioni valutate a patrimonio netto, invece, sono passati da 161,2 a 147,1 milioni. Per effetto di quanto esposto, l’utile prima delle imposte si è attestato a 1.093,2 milioni, in riduzione rispetto ai 1.140,9 milioni dell’esercizio precedente. Il carico fiscale dell’esercizio è stato pari a 150,7 milioni, contro 174,1 milioni del 2023. L’aliquota fiscale del 2024 è stata quindi pari al 13,8% (15% nel 2023), influenzata soprattutto dall’iscrizione di imposte differite attive. Pertanto, il conto economico dell’esercizio 2024 si è chiuso con un utile netto di 942,5 milioni (966,8 milioni nel 2023). Il risultato attribuibile agli azionisti della società ammonta a 942,3 milioni. 

La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2024 si è confermata positiva, attestandosi a 755,2 milioni, rispetto ai 798,0 milioni di fine 2023. Nell’esercizio appena trascorso, il gruppo ha distribuito dividendi per 111,0 milioni, acquistato azioni proprie per 147,2 milioni e pagato investimenti per complessivi 668,2 milioni, inclusi 219,8 milioni in partecipazioni, tra cui l’acquisizione in Brasile, che ha comportato un esborso di 301,8 milioni e il consolidamento della cassa della società pari a 99,0 milioni. Gli investimenti industriali sono ammontati a 448,4 milioni, di cui circa 89 milioni dedicati ai programmi di decarbonizzazione e al miglioramento delle performance ambientali. In tale categoria rientrano gli investimenti per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggior utilizzo di combustibili alternativi e la produzione in-house di energia elettrica. Una quota pari a 22,0 milioni è stata destinata a progetti di espansione, tra cui: l’incremento della capacità di macinazione a Festus in Missouri (13,8 milioni) e i lavori relativi alla costruzione del nuovo deposito clinker a San Antonio (7,3 milioni).     

Il patrimonio netto al 31 dicembre 2024, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 6.606,1 milioni contro 5.632,0 milioni di fine 2023; il rapporto passività/patrimonio netto è diminuito a 31% contro 35% del precedente esercizio. 

Guardando ai risultati della sola capogruppo, Buzzi Spa ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 293,6 milioni (238,4 milioni nel 2023) e un indebitamento netto di 556,3 milioni (540,0 milioni nel 2023).

ITALIA
In Italia, il mercato delle costruzioni si stima in contrazione sul 2024, principalmente a causa di un’edilizia residenziale ancora in affanno. Gli investimenti in abitazioni hanno infatti evidenziato un progressivo deterioramento nel corso dell’anno, soprattutto a causa del sempre maggiore ridimensionamento dei bonus edilizi. In aggiunta, anche lo sviluppo delle nuove costruzioni residenziali resta penalizzato dal difficile contesto macroeconomico. Al contrario, l’impulso derivante dal PNRR continua a sostenere le opere di edilizia pubblica e le infrastrutture, oltre che a favorire alcuni segmenti del comparto non-residenziale.

Sebbene nel quarto trimestre le spedizioni di cemento abbiano chiuso in sostanziale pareggio, le nostre vendite di leganti idraulici e clinker hanno registrato un moderato calo sull’intero esercizio 2024 (-3,7%). La produzione di calcestruzzo preconfezionato ha seguito una simile dinamica (-4,2%), anche per effetto del ridimensionamento del perimetro di attività in Emilia Romagna. I prezzi di vendita, invece, si sono rafforzati anno su anno. Il fatturato si è così attestato a 818,0 milioni, in linea con il risultato del 2023, mentre il margine operativo lordo è cresciuto passando da 175,2 a 196,6 milioni, nonostante il mancato beneficio del credito d’imposta dedicato alle imprese energivore, che nel 2023 era stato pari a circa 12 milioni. Il dato dell’esercizio in esame comprende costi non ricorrenti per 0,4 milioni (erano 3,4 nel 2023), al netto dei quali il margine operativo lordo ricorrente è stato di 197,0 milioni. La redditività caratteristica è migliorata raggiungendo il 24,1%, grazie anche al favorevole andamento dei costi unitari di produzione che hanno beneficiato di una variazione favorevole della spesa per combustibili.

STATI UNITI D’AMERICA
In Stati Uniti, il settore edile ha evidenziato una tendenza positiva nell’esercizio in esame, seppur in moderazione, grazie al contributo favorevole delle tre grandi tipologie di destinazione. Il comparto residenziale è lievemente cresciuto, trainato dai lavori di rinnovamento del patrimonio immobiliare. Le ancora difficili condizioni di accesso al credito hanno invece continuato a pesare sugli investimenti in nuove costruzioni abitative e sul segmento commerciale. Al contrario, il mercato non-residenziale nel suo complesso e le opere pubbliche hanno registrato un più marcato incremento grazie all’impulso dei programmi governativi, vero motore dell’industria.

Il rallentamento della domanda, già evidenziato nei primi nove mesi dell’anno, si è protratto anche nel quarto trimestre. Le nostre vendite di cemento hanno così registrato una flessione del 5,7% nel 2024, mostrando dinamica incerta nella regione dei fiumi e un’evoluzione delle consegne più vivace in Texas. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, invece, ha recuperato terreno nei mesi autunnali, chiudendo l’esercizio in esame in contenuto aumento (+1,8%). I prezzi di vendita si sono confermati solidi, registrando un miglioramento anno su anno, e portando il fatturato complessivo a 1.726,8 milioni, sostanzialmente in linea con il risultato dell’esercizio precedente (-0,9%). Il margine operativo lordo è aumentato, passando da 639,1 a 663,8 milioni (+3,9%), con un rafforzamento della redditività caratteristica che si è attestata al 38,4%. I costi unitari di produzione hanno mostrato una dinamica in peggioramento, guidata dal rialzo dei costi fissi e della spesa per materie prime, nonostante la riduzione della componente energetica. La svalutazione del dollaro (cambio medio -0,1%) ha avuto un impatto limitato sulla traduzione dei risultati in euro.

EUROPA CENTRALE
In Germania, il mercato delle costruzioni si è ulteriormente indebolito, gravato dagli elevati costi di finanziamento e dalla marcata incertezza delle politiche economiche del paese. Gli investimenti residenziali hanno subito un calo più netto di quanto previsto anche nella seconda parte dell’anno, mentre l’espansione nel comparto infrastrutture resta limitata.
Le nostre vendite di leganti idraulici e calcestruzzo hanno chiuso l’anno in decisa contrazione, rispettivamente del 10,4% e dell’8,0%, nonostante la stabilità mostrata nel quarto trimestre, favorita anche dal confronto con una seconda metà del 2023 particolarmente negativa. I prezzi medi di vendita si sono mantenuti stabili anno su anno, portando quindi il fatturato complessivo a 792,3 in riduzione del 9,1% rispetto ai 872,0 milioni dell’esercizio precedente. Anche il margine operativo lordo si è contratto del 13,2% passando da 189,1 a 164,1 milioni. Al netto dei proventi non ricorrenti pari a 4,9 milioni (erano 3,6 milioni nel 2023), il margine operativo lordo ricorrente si è attestato a 159,2 milioni in calo del 14,2%. Per quanto riguarda i costi unitari, la flessione della componente energetica ha più che compensato l’aumento della spesa per materie prime e per costi fissi nel settore cemento, mentre si è confermato un peggioramento dei costi unitari nella produzione di calcestruzzo preconfezionato. Nell’esercizio in esame non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO2 (erano 5,4 milioni nel 2023). 

In Lussemburgo e Paesi Bassi, le nostre vendite di cemento hanno recuperato terreno nel secondo semestre rispetto ai livelli particolarmente depressi dello scorso esercizio, chiudendo il 2024 in contenuto calo (-2,3%). Il comparto del calcestruzzo preconfezionato invece, seppur con una dinamica in miglioramento nei mesi autunnali, ha registrato una più marcata flessione nell’anno in esame (-23,5%), anche per effetto della cessione delle attività in Francia. I prezzi medi di vendita del cemento risultano in lieve peggioramento anno su anno, mentre il confronto resta moderatamente positivo per il calcestruzzo.
Il fatturato è stato pari a 183,0 milioni, in calo del 14,5% rispetto all’esercizio precedente (214,1 milioni), mentre il margine operativo lordo si è ridotto da 28,1 milioni del 2023 a 14,5 milioni. Il citato deconsolidamento delle attività di calcestruzzo preconfezionato ha portato ad una variazione negativa del perimetro pari a 5,7 milioni in termini di fatturato e ad una riduzione del margine operativo lordo di 0,7 milioni. Guardando ai costi unitari di produzione, al ribasso nella spesa per combustibili, si sono contrapposti gli aumenti registrati dal costo delle materie prime e dalla componente fissa. Nell’esercizio non è stato sostenuto alcun costo operativo per diritti emissione CO2.

EUROPA ORIENTALE
In Polonia, gli investimenti in infrastruttura e nel comparto non residenziale hanno mostrato una dinamica piuttosto lenta, anche a causa della transizione al nuovo quadro finanziario dell’UE, mentre l’edilizia abitativa ha evidenziato segnali di miglioramento grazie ai meno stringenti requisiti di accesso al credito. In tale contesto, le nostre consegne di cemento hanno ulteriormente accelerato nel quarto trimestre, permettendo di chiudere l’anno in positivo rispetto al 2023 (+2,4%). Anche le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno confermato una solida dinamica nel corso dell’anno, registrando una crescita a doppia cifra percentuale (+14,6%). Inoltre, i prezzi in valuta locale hanno contribuito favorevolmente ai risultati, seppur in moderazione rispetto all’inizio dell’esercizio. Il fatturato in euro è stato pari a 173,7 milioni, in aumento del 10,8% rispetto ai 156,7 milioni del 2023, mentre il margine operativo lordo è migliorato del 5,2%, da 38,2 a 40,1 milioni. Occorre tuttavia ricordare che il rafforzamento della valuta locale (+5,2%) ha influito positivamente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato del 5,1% e il margine operativo lordo avrebbe sostanzialmente confermato i livelli raggiunti nel 2023 (-0,3%). I costi unitari di produzione sono visibilmente aumentati, impattati principalmente dall’incremento della spesa per materie prime oltre che dai rincari nella componente fissa. Nell’esercizio non sono stati sostenuti costi operativi per diritti emissione CO2 (0,8 milioni nel 2023). 

In Repubblica Ceca e Slovacchia, l’attività nel mercato immobiliare ha mostrato maggiore dinamicità nell’esercizio in esame, affiancata da una crescente richiesta di accesso al credito. Ai favorevoli segnali della domanda, tuttavia, si contrappone la rigidità dell’offerta che continua a limitare gli investimenti nel settore. In linea con l’evoluzione di mercato, le nostre vendite di cemento hanno registrato un andamento positivo nel 2024 (+7,3%), riflettendo un’ancora maggiore vivacità nell’ultima parte dell’anno. Anche i prezzi medi di vendita del cemento in valuta locale si sono confermati in rafforzamento. Dopo un primo semestre debole, la produzione di calcestruzzo preconfezionato ha recuperato terreno, chiudendo l’esercizio in contenuto aumento (+2,2%). I ricavi netti consolidati si sono così attestati a 208,5 milioni (204,8 milioni nel 2023, +1,8%) e il margine operativo lordo è passato da 72,0 a 68,0 milioni (-5,6%). La svalutazione della corona ceca (-4,6%) ha impattato negativamente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità del tasso di cambio, il giro d’affari sarebbe aumentato del 6,3% mentre il calo del margine operativo lordo sarebbe stato più contenuto (-1,3%). Si ricorda inoltre che il risultato dell’esercizio precedente comprendeva plusvalenze non ricorrenti pari a 5,7 milioni, al netto delle quali, il margine operativo lordo ricorrente risulta in miglioramento del 2,5%. I costi variabili di produzione hanno subito un peggioramento prevalentemente a causa dei rincari dell’energia elettrica. Nell’esercizio non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO2. 

In Ucraina, per effetto della vendita dei nostri asset nel mese di ottobre, i risultati sono stati deconsolidati a partire dal quarto trimestre, portando ad una naturale contrazione delle consegne di cemento (-17,2%) e calcestruzzo (-33,7%) rispetto all’esercizio precedente, mentre i prezzi medi in valuta locale hanno contribuito positivamente ai risultati nei primi nove mesi dell’anno. I ricavi di vendita sono stati pari a 71,3 milioni, in riduzione rispetto ai 85,6 milioni raggiunti nel 2023. Il margine operativo lordo si è attestato a 3,6 milioni (5,6 milioni nel 2023). La perdita di valore della valuta locale (-9,3%) ha sfavorevolmente impattato sui risultati, così come la variazione nel perimetro di consolidamento: a parità di condizioni il fatturato sarebbe cresciuto del 22,6% e il margine operativo lordo sarebbe stato pari a 3,9 milioni.

In Russia, in ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee, già dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate operanti in loco. Di conseguenza le decisioni afferenti all’investimento possono essere prese solo attraverso l’assemblea degli azionisti e sono limitate a quelle che, in base al codice commerciale della Russia, spettano a tale organo, nonché a decisioni di natura straordinaria così come definite nello statuto. Le informazioni a nostra disposizione riguardo l’andamento della domanda e del mercato delle costruzioni sono pertanto molto limitate. Alla data di bilancio, il valore patrimoniale delle attività nette in Russia ammonta a 346,6 milioni di euro. Guardando ai risultati operativi, nel 2024, le quantità vendute si sono contratte rispetto ai livelli dell’anno precedente (-6,6%), nonostante il recupero riportato nei mesi autunnali, mentre i prezzi di vendita in valuta locale hanno consolidato il netto miglioramento anno su anno. I ricavi netti si sono attestati a 294,0 milioni, in aumento rispetto ai 284,6 milioni del precedente esercizio (+3,3%) e il margine operativo lordo, pari a 97,1 milioni, ha chiuso l’anno in sostanziale parità rispetto al 2023 (+0,9%). La svalutazione del rublo (-8,6%) ha inciso sfavorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio, i ricavi sarebbero aumentati del 12,2% e il margine operativo lordo del 9,6%.

BRASILE (consolidamento integrale dal quarto trimestre 2024)
In Brasile, l’attività edile ha registrato un’evoluzione positiva nell’esercizio in esame, pur dovendosi confrontare con le difficoltà legate alla carenza di personale qualificato. In tale contesto, facendo riferimento al 100% dell’azienda, i volumi di vendita hanno chiuso il 2024 in miglioramento (+2,1%), con un buon andamento della domanda in tutte le regioni del paese anche nel trimestre autunnale. I prezzi in valuta locale, invece, si sono mantenuti sostanzialmente stabili anno su anno. Il fatturato si è attestato a 374,0 milioni, in riduzione del 5,1% rispetto ai 394,0 milioni dell’esercizio precedente, mentre il margine operativo lordo è stato pari a 99,9 milioni, in aumento del 12,7% rispetto agli 88,7 milioni del 2023. Sulla traduzione dei risultati in euro ha impattato negativamente la svalutazione del real brasiliano (-7,9%): a parità di cambio, infatti, il fatturato e il margine operativo lordo sarebbero cresciuti rispettivamente del 2,4% e del 21,6%. I costi unitari di produzione si sono ridotti, principalmente influenzati dalla variazione favorevole delle voci variabili.
A partire dal quarto trimestre, le attività brasiliane sono state incluse nel nostro perimetro di consolidamento e nell’esercizio in esame hanno contribuito per 85,8 milioni al fatturato e per 28,5 milioni al margine operativo lordo consolidato.


MESSICO (valutazione al patrimonio netto)
I volumi di vendita di cemento realizzati dalla nostra joint venture hanno chiuso il 2024 in calo del 4,2% rispetto allo scorso esercizio, mentre la produzione di calcestruzzo preconfezionato ha registrato una dinamica positiva (+10,6%). I prezzi di vendita, in valuta locale, hanno contribuito favorevolmente ai risultati sia nel cemento che nel calcestruzzo. Con riferimento al 100% della joint venture, il fatturato ha raggiunto i 998,3 milioni di euro, in riduzione del 2,6% sull’esercizio precedente, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 445,2 milioni, rispetto ai 465,5 milioni del 2023. Le fluttuazioni del peso messicano (-3,4%) hanno inciso sfavorevolmente sulla traduzione dei saldi in euro: a parità di cambio il giro d’affari sarebbe rimasto sostanzialmente stabile (+0,7%), mentre la flessione del margine operativo lordo sarebbe stata meno evidente   (-1,1%). Nonostante la riduzione della spesa per combustibili, i costi unitari di produzione sono lievemente aumentati, a causa del rialzo delle materie prime e della componente fissa.
La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 113,5 milioni (110,4 milioni nel 2023).

 

EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Le ultime proiezioni economiche confermano per il 2025 una crescita globale costante, ma contenuta, celando tuttavia dinamiche divergenti tra i principali mercati, in un contesto di profonda incertezza. Tra le economie avanzate, se in Stati Uniti le stime sono state lievemente corrette al rialzo, grazie al solido sviluppo della domanda interna, nell’area euro si prevede un’accelerazione della congiuntura ad un ritmo più contenuto rispetto alle attese. Le prospettive per i mercati emergenti, invece, restano sostanzialmente invariate ed allineate all’andamento registrato nell’esercizio precedente. Nonostante il generalizzato processo di disinflazione, permangono rischi legati alle persistenti pressioni sui prezzi nel terziario e sui salari in diverse parti del mondo, con una probabile desincronizzazione delle politiche monetarie. 
Il contesto congiunturale, inoltre, resta fortemente soggetto alle possibili evoluzioni delle tensioni geopolitiche, oltre che alle misure protezionistiche adottate dalla nuova amministrazione americana e agli effetti che queste avranno sul commercio internazionale.

Nel settore delle costruzioni, in Stati Uniti, prevediamo una dinamica in miglioramento nel residenziale, anche se ancora limitata dagli elevati costi di finanziamento. Il fenomeno del reshoring e gli stimoli derivanti dai fondi statali e federali, invece, dovrebbero continuare a sostenere le attività nell’industria e nell’infrastruttura, sebbene si prospetti una decelerazione dei tassi di crescita rispetto al vivace andamento degli anni precedenti. In tale contesto, riteniamo che i nostri volumi di vendita possano confermare i livelli registrati nello scorso esercizio.
In Italia, al contrario, ci attendiamo che l’edilizia residenziale rimanga penalizzata dalla scarsa propensione al rinnovo in assenza di incentivi e dalla difficile congiuntura macroeconomica. Il settore pubblico, tuttavia, dovrebbe confermarsi a sostegno dei progetti infrastrutturali anche grazie alle risorse derivanti dal PNRR. In tale scenario, prevediamo che, a parità di condizioni, le nostre vendite possano mantenere un andamento piuttosto stabile. 
Guardando all’Europa Centrale, è difficile immaginare un concreto recupero del mercato delle costruzioni, che pensiamo risentirà ancora della debolezza nel comparto abitativo e di un limitato sviluppo dei lavori di ingegneria civile. Stimiamo, dunque, che i nostri volumi di vendita possano stabilizzarsi dopo il significativo calo registrato negli anni precedenti. Negli altri paesi dell’Europa Orientale appartenenti all’UE, al contrario, ci aspettiamo un’evoluzione della domanda più positiva, specialmente in Polonia, dove gli investimenti in costruzioni sono previsti in rafforzamento in tutti i settori di destinazione.
Per quanto riguarda i paesi emergenti, in Brasile, pensiamo che i volumi di vendita 2025, che saranno interamente consolidati, possano registrare un andamento favorevole, beneficiando di una solida domanda domestica. Diversamente in Messico, gli investimenti in edilizia si preannunciano in rallentamento nell’anno in corso, a causa della generalizzata decelerazione della crescita economica, dei possibili tagli volti a ridurre il disavanzo pubblico e al termine di numerosi progetti infrastrutturali iniziati con la precedente amministrazione.
Nel caso della Russia, a causa dell’attuale assetto di governance, non abbiamo elementi sufficienti per fornire indicazioni sulle prospettive di mercato attese per l’esercizio in corso.

A parità di perimetro di consolidamento, dunque, ci attendiamo un’evoluzione poco dinamica dei volumi del gruppo, che sarà accompagnata dal contributo netto positivo delle variazioni di perimetro. A tal proposito, segnaliamo che, in aggiunta a quanto già noto (ovvero il consolidamento delle attività in Brasile e la cessione degli asset in Ucraina), nel mese di gennaio, in Italia, si è conclusa la vendita dello stabilimento di Fanna ad Alpacem Cementi Italia, società appartenente al gruppo austriaco Wietersdorfer.
In tutti i paesi di riferimento, ci proponiamo di attuare una politica di prezzi atta a preservare adeguati livelli di marginalità, in un contesto che tuttavia si prevede sfidante. La sommessa domanda e il conseguente limitato utilizzo della capacità produttiva in Europa Centrale, infatti, potrebbero continuare a generare una certa tensione sui prezzi, così come permane il rischio di pressioni ribassiste in determinate regioni del mercato americano dove i flussi di importazione riescono ad essere particolarmente competitivi.
Tra i costi unitari di produzione, prevediamo una diffusa inflazione nella componente fissa e nella spesa per materie prime, mentre i costi legati alla fornitura di energia dovrebbero mostrare un andamento piuttosto eterogeneo, favorendo i risultati nei paesi della UE Orientale e gravando sui margini in Germania. 

In conclusione, sulla base delle considerazioni sopra espresse e delle variazioni nel perimetro di consolidamento, riteniamo che l’esercizio in corso possa portare a risultati operativi vicini agli eccellenti livelli raggiunti nel 2024. È importante però riconoscere che l’attuale scenario congiunturale e di settore rimane soggetto ad un elevato grado di incertezza e che i rischi legati all’andamento dei principali fattori economici si confermano prevalentemente ribassisti in quasi tutti i mercati di riferimento. 

Per quanto concerne il programma di investimenti del 2025, prevediamo che possa intensificarsi ulteriormente: sono compresi, infatti, numerosi progetti finalizzati al miglioramento continuo dell’efficienza operativa e alla riduzione delle emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione previsti dalla roadmap “Our Journey to Net Zero”, oltre che alcuni lavori volti all’espansione della capacità produttiva e della rete di distribuzione.


PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO D’ESERCIZIO
All’Assemblea degli Azionisti fissata in unica convocazione per il giorno 13 maggio 2025 sarà proposto un dividendo di 0,70 euro per ogni azione. Il pagamento del dividendo, se approvato dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal 21 maggio 2025 (con data stacco 19 maggio 2025 e “record date” 20 maggio 2025).
Ai sensi dell’art. 9 dello statuto sociale, l’intervento e l’esercizio del diritto di voto in Assemblea si svolgeranno esclusivamente per il tramite del rappresentante designato dalla società, individuato ai sensi dell’articolo 135-undecies. 1 del TUF, in Computershare S.p.A.

RINNOVO AUTORIZZAZIONE PER ACQUISTO/DISPOSIZIONE AZIONI PROPRIE
Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea ordinaria degli Azionisti la proposta di autorizzazione (con correlativa revoca dell'analoga autorizzazione adottata il 9 maggio 2024) all’acquisto di azioni ordinarie della società fino a un numero massimo che, tenuto conto delle azioni ordinarie di volta in volta detenute in portafoglio dalla società e dalle società da essa controllate, non sia complessivamente superiore al limite massimo stabilito dalla normativa pro tempore applicabile, per un controvalore massimo di euro 400.000.000.
L’autorizzazione è richiesta, altresì, per la disposizione delle azioni proprie detenute dalla società.
La proposta di autorizzazione all’acquisto nonché alla disposizione di azioni proprie è motivata dalla finalità di consentire alla società di intervenire nell’eventualità di oscillazioni delle quotazioni delle azioni della società al di fuori delle normali fluttuazioni del mercato azionario, nei limiti in cui ciò sia conforme alla normativa vigente o a prassi di mercato ammesse, nonché di dotare la società di uno strumento di investimento della liquidità. Ulteriore motivazione all’acquisto di azioni proprie può essere quella di disporne come corrispettivo in operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, di permuta, di conferimento o di conversione di prestiti obbligazionari di futura eventuale emissione, o per l’eventuale distribuzione, a titolo oneroso o gratuito, a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori della società o di società del gruppo nonché per eventuali assegnazioni gratuite ai soci. Inoltre, l’acquisto di azioni proprie può avvenire anche in funzione dell’eventuale successivo annullamento delle azioni proprie detenute dalla società, nei termini e con le modalità che saranno eventualmente deliberati dai competenti organi sociali.
L’autorizzazione è richiesta per la durata di diciotto mesi a far data dall’approvazione dell’assemblea.
Il corrispettivo proposto per l’acquisto è compreso tra un minimo e un massimo rispettivamente non inferiore e non superiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento dell’azione ordinaria registrato nella seduta di Borsa del giorno precedente al compimento di ogni singola operazione.
Gli acquisti di azioni proprie verranno effettuati nelle sedi di negoziazione consentite secondo le modalità operative stabilite nel Regolamento di Borsa Italiana S.p.A. o nei regolamenti delle altre sedi di negoziazione consentite, in ogni caso in conformità all'art. 144 bis, comma 1, lett. b), c) e d)-ter del Regolamento Consob n. 11971/99 e successive modificazioni. La società potrà anche avvalersi delle modalità previste da eventuali prassi di mercato approvate da Consob, ove applicabili, nonché di quelle di cui all’art. 5 del Regolamento UE n. 596/2014.
Le operazioni di disposizione delle azioni proprie potranno avvenire in qualsiasi momento, in tutto o in parte, in una o più volte, sia mediante alienazione con corrispettivo in denaro sia quale corrispettivo in operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, di permuta, di conferimento o di conversione di prestiti obbligazionari di futura eventuale emissione, nonché per l’eventuale distribuzione a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori della società o di società controllate ai sensi dell'art. 2359 del codice civile ovvero per eventuali assegnazioni ai soci, anche sotto forma di dividendo.
A valere sulla precedente autorizzazione rilasciata dall’assemblea ordinaria del 9 maggio 2024, in base al programma avviato in pari data sono state acquistate n. 4.106.960 azioni ordinarie, pari al 2,132% del capitale sociale, per un importo complessivo di circa 148,9 milioni di euro. Il Consiglio di Amministrazione tenutosi in data odierna ha deliberato di chiudere tale programma di acquisto di azioni proprie.
Alla data odierna la società detiene n. 11.601.276 azioni proprie ordinarie pari al 6,023% del capitale sociale.

ALTRE DELIBERE ASSEMBLEARI
L’Assemblea è stata altresì convocata per assumere le necessarie deliberazioni in merito:
in sede ordinaria:
-    all’approvazione della Sezione Prima della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, ai sensi dell’art. 123 ter, commi 3 bis e 3 ter, del D.Lgs. n. 58/1998;
-    all’espressione del voto non vincolante sulla Sezione Seconda della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, ai sensi dell’art. 123 ter, comma 6, del D.Lgs. n. 58/1998;
-    all’integrazione del Collegio Sindacale mediante nomina di un sindaco supplente;
in sede straordinaria:
-    alla modifica dell’art. 21 dello Statuto sociale al fine di introdurre la previsione che l’attestazione sulla conformità della rendicontazione di sostenibilità ai sensi dell’art. 154-bis, comma 5-ter, del D.Lgs. n. 58/98 possa essere resa da un dirigente diverso dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari.

CORPORATE GOVERNANCE
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la relazione annuale sul governo societario e gli assetti proprietari, che verrà messa a disposizione del pubblico contestualmente alla messa a disposizione della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024.
Il Consiglio di Amministrazione ha altresì valutato la sussistenza dei requisiti di indipendenza di cui al Codice di Corporate Governance di Borsa in capo ai consiglieri Aldo Fumagalli Romario, Antonella Musy, Linda Orsola Gilli, Marcella Logli e Giovanna Vitelli.
Il Collegio Sindacale ha riportato al Consiglio di Amministrazione di aver verificato il requisito di indipendenza dei suoi membri.

PRESTITI OBBLIGAZIONARI
Nel periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2024 non sono stati emessi prestiti obbligazionari.

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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.



Contatti societari:
Segreteria Investor Relations
Ileana Colla
Tel. +39 0142 416 404
E-mail: ileana.colla@buzzi.com
 

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I risultati del bilancio 2024 saranno illustrati nel corso di una conference call che si terrà venerdì 28 marzo alle ore 17:00. Per partecipare registrarsi al seguente link: https://services.choruscall.it/DiamondPassRegistration/register?confirmationNumber=9836878&linkSecurityString=17b2b0c39a

 


Comunicato stampa 28 03 25