Approvati i risultati dell’esercizio 2025
Fatturato consolidato pari a 4.518,8 milioni, in crescita del 4,8% rispetto al precedente esercizio. A cambi e perimetro costanti, la crescita è stata 0,5%
Margine operativo lordo ricorrente di 1.236,6 milioni, in flessione del 3,1%, con una redditività caratteristica del 27,3%
Solida generazione di cassa, con un flusso operativo di 1.167 milioni (1.178 milioni nel 2024), a sostegno di investimenti industriali, operazioni straordinarie e una più generosa remunerazione degli azionisti, attraverso i programmi di buyback
Proposta di distribuire un dividendo pari a 70 centesimi per azione, invariato rispetto all’esercizio precedente
La rendicontazione consolidata di sostenibilità, conforme alla CSRD, evidenzia i progressi nel percorso di decarbonizzazione in coerenza con gli obiettivi intermedi della Roadmap
| Dati consolidati | Gen-Dic 2025 | Gen-Dic 2024 | % 25/24 | |
| Vendite di cemento e clinker | t/000 | 31.904 | 26.331 | +21,2% |
| Vendite di calcestruzzo | m3/000 | 9.850 | 9.679 | +1,8% |
| Fatturato | €/m | 4.519 | 4.313 | +4,8% |
| Margine Operativo Lordo | €/m | 1.237 | 1.276 | -3,1% |
| Margine Operativo Lordo ricorrente | €/m | 1.234 | 1.272 | -3,0% |
| Utile netto degli azionisti | €/m | 924 | 942 | -2,0% |
| Dic 25 | Dic 24 | Var. | ||
| Posizione finanziaria netta positiva | €/m | 1.131 | 755 | 376 |
Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per l’esame della Relazione finanziaria annuale dell’esercizio 2025 comprendente il progetto di bilancio d’esercizio, il bilancio consolidato e la relazione sulla gestione comprensiva della rendicontazione consolidata di sostenibilità in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. n. 125/2024.
Nel corso del 2025 l’economia globale ha mostrato una solida capacità di resilienza, pur in un contesto caratterizzato da tensioni commerciali e pressioni geopolitiche. Secondo recenti stime, la crescita del PIL mondiale si è attestata intorno al 3,2%, confermando un ritmo moderato ma stabile. L’andamento delle principali economie è tuttavia risultato differenziato: Stati Uniti e Cina hanno registrato espansioni positive, sostenute soprattutto dai consumi e dagli investimenti, seppur a ritmi inferiori rispetto agli anni precedenti. Nell’area dell’euro la ripresa è rimasta più contenuta, influenzata da una domanda interna debole, investimenti limitati e condizioni esterne meno favorevoli. Sul fronte dei prezzi, l’inflazione nei Paesi OCSE ha continuato a ridursi gradualmente verso gli obiettivi delle banche centrali, pur restando in alcune economie sopra i target, in presenza di politiche monetarie ancora caute.
Negli Stati Uniti l’attività economica ha proseguito il proprio percorso di espansione, trainata principalmente dalla domanda interna. Il PIL ha registrato una crescita moderata rispetto agli anni precedenti, mentre l’inflazione ha seguito un graduale percorso di rientro, pur mantenendosi al di sopra del target del 2% della Federal Reserve.
In Europa la crescita è rimasta moderata, sostenuta dai consumi delle famiglie e dalla spesa pubblica, mentre gli investimenti hanno risentito di incertezza e di condizioni finanziarie restrittive. Secondo recenti proiezioni, il PIL reale dell’area è stimato in aumento di circa l’1,4% nel 2025, con un lieve rallentamento previsto negli anni successivi. L’attività industriale ha mostrato segnali di debolezza, mentre i servizi hanno continuato a fornire il principale contributo alla crescita. Tra le maggiori economie, la Germania ha evidenziato una dinamica particolarmente fragile, mentre l’Italia ha registrato un’espansione modesta ma positiva.
Tra le principali economie emergenti in cui il gruppo opera, in Brasile la crescita è stata trainata soprattutto dalla domanda interna, mentre gli investimenti sono rimasti contenuti per effetto di politiche monetarie restrittive e dell’incertezza internazionale. In Messico l’espansione economica è stata debole, con domanda interna stagnante e pressioni sui consumi. Al contrario, negli Emirati Arabi Uniti si è registrata una robusta crescita, sostenuta sia dal settore energetico sia dai comparti non petroliferi, in particolare turismo, costruzioni e servizi finanziari.
Nel 2025 le principali banche centrali hanno seguito strategie differenziate, calibrando le decisioni sull’andamento dell’inflazione e sulle prospettive di crescita. La Federal Reserve ha avviato un graduale allentamento della politica monetaria, portando i federal funds al 3,50–3,75% a dicembre. La Banca Centrale Europea, dopo alcuni tagli nella prima metà dell’anno, ha mantenuto i tassi invariati nella seconda, confermando l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2% nel medio termine. Tra le economie emergenti, la Banca del Messico ha proseguito con riduzioni progressive dei tassi, mentre la Banca del Brasile ha mantenuto un orientamento restrittivo per contenere le pressioni inflazionistiche.
Nel corso dell’esercizio si sono registrate due rilevanti variazioni del perimetro di consolidamento. A gennaio si è data esecuzione agli accordi preliminari nell’area Alpe-Adria con il gruppo austriaco Wietersdorfer, relativi alla cessione della cementeria di Fanna (PN) ad Alpacem Cementi Italia e all’acquisizione di una partecipazione del 25% in Alpacem Zement Austria. A maggio, il gruppo ha inoltre fatto il suo ingresso nel mercato del Medio Oriente attraverso l’acquisizione di una quota di controllo di Gulf Cement Company, società quotata alla Borsa di Abu Dhabi con sede a Ras Al Khaimah, attiva nella produzione di cemento destinato sia al mercato locale sia all’export.
A parità di perimetro, i volumi di cemento sarebbero rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’esercizio precedente. Tuttavia, tenendo conto delle variazioni intervenute durante l’anno, le vendite di leganti idraulici sono aumentate del 21,2% passando da 26,3 milioni di tonnellate nel 2024 a 31,9 milioni di tonnellate nel 2025. Anche le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno registrato un incremento rispetto all’anno scorso, pari al 1,8% raggiungendo 9,9 milioni di metri cubi.
Il fatturato consolidato è cresciuto da 4.313,0 a 4.518,8 milioni, registrando un incremento del 4,8% rispetto all’esercizio precedente. Nel 2025, il giro d’affari ha beneficiato delle modifiche del perimetro di consolidamento, che hanno contribuito positivamente per 233,1 milioni. Le fluttuazioni dei tassi di cambio hanno invece avuto un impatto complessivamente negativo pari a 50,7 milioni, principalmente per effetto della svalutazione del dollaro statunitense, del real brasiliano e del dirham. A parità di cambi e di perimetro, i ricavi netti sarebbero rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2024 (+0,5%).
In Italia si è registrato un aumento dei prezzi medi di vendita sia del cemento sia del calcestruzzo; tuttavia, il fatturato si è attestato 790,9 milioni, in diminuzione del 3,3% rispetto al 2024, principalmente per effetto della cessione dello stabilimento di Fanna. Negli Stati Uniti, l’invarianza dei prezzi, unita a una riduzione dei volumi di vendita, ha determinato un giro d’affari pari a 1.605,8 milioni rispetto ai 1.726,8 milioni dell’anno precedente. In Europa Centrale, l’incremento dei volumi di leganti idraulici e calcestruzzo ha sostenuto una crescita del fatturato, che ha raggiunto i 967,3 milioni rispetto ai 947,0 milioni del 2024. Positivo è stato l’andamento in Europa Orientale, con ricavi netti in aumento del 8,4% pari a 810,2 milioni rispetto ai 747,5 milioni dell’anno precedente. In Brasile, il giro d’affari si è attestato a 363,0 milioni, in flessione del 2,9% nel confronto pro-forma con lo scorso esercizio, nel quale il consolidamento linea per linea è avvenuto dal quarto trimestre in poi. Infine, il consolidamento delle attività negli Emirati Arabi Uniti a partire da maggio ha contribuito per 85,5 milioni di euro al fatturato di gruppo.
Il margine operativo lordo consolidato si è attestato a 1.236,6 milioni, in calo del 3,1% rispetto ai 1.276,1 milioni nel 2024. La performance ha risentito negativamente dell’effetto cambio, con un impatto sfavorevole di 20,4 milioni, mentre le variazioni del perimetro di consolidamento hanno apportato un contributo positivo pari a 61,2 milioni. Il risultato dell’esercizio include proventi non ricorrenti netti per 2,5 milioni, in diminuzione rispetto ai 4,5 milioni del 2024. Al netto delle componenti non ricorrenti, il margine operativo lordo si è attestato a 1.234,1 milioni, con un’incidenza sul fatturato del 27,3% (29,5% nel 2024).
Dopo ammortamenti pari a 330,4 milioni (272,3 milioni nel 2024) e svalutazioni delle attività fisse per 8,0 milioni (1,9 milioni nel 2024), il risultato operativo si è attestato a 898,1 milioni, in diminuzione rispetto ai 1.001,9 milioni dell’esercizio precedente. I proventi finanziari netti sono cresciuti in misura significativa, passando da 74,9 milioni a 153,4 milioni, principalmente per effetto delle differenze attive di cambio. Il risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto è diminuito da 147,1 milioni a 125,6 milioni, principalmente per il passaggio al consolidamento integrale delle nostre attività in Brasile. Alla luce di quanto sopra, l’utile ante imposte si è attestato a 1.177,4 milioni, in crescita rispetto ai 1.093,2 del 2024. Il carico fiscale è risultato pari a 253,3 milioni rispetto ai 150,7 milioni dello scorso anno. La corrispondente aliquota fiscale effettiva è aumentata da 13,8% a 21,5%, principalmente a seguito di utilizzi di differite attive per perdite pregresse e interessi passivi netti riportabili. L’esercizio 2025 si è pertanto chiuso con un utile netto di 924,1 milioni (942,5 milioni nel 2024), di cui 921,3 milioni attribuibili agli azionisti della capogruppo.
La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2025 si è attestata a 1.130,9 milioni, in aumento rispetto ai 755,2 milioni del 2024. Nel corso dell’esercizio, la società ha distribuito dividendi per un ammontare di 126,7 milioni. Gli investimenti complessivi hanno raggiunto 591,1 milioni, di cui 166,2 milioni destinati a partecipazioni societarie, con l’acquisizione della quota di controllo di Gulf Cement Company negli Emirati Arabi Uniti, l’acquisto della residua minoranza in Nacional Cimentos Paraíba in Brasile e l’ingresso con una quota del 25% in Alpacem Zement Austria. Gli investimenti industriali sono ammontati a 421,6 milioni, di cui circa 90 milioni destinati a iniziative di decarbonizzazione e al miglioramento delle performance ambientali. Tali investimenti comprendono attività di ricerca e sviluppo, progetti finalizzati all’aumento della produzione di cementi a ridotto contenuto di clinker, all’incremento dell’utilizzo di combustibili alternativi e allo sviluppo della produzione interna di energia elettrica. Nel corso dell’anno le spese in conto capitale destinate a progetti di espansione sono ammontate a 42,3 milioni.
Il patrimonio netto al 31 dicembre 2025, comprensivo della quota di pertinenza degli azionisti terzi, si è attestato a 7.137,7 milioni, in crescita rispetto ai 6.606,1 milioni di fine 2024; il rapporto passività/patrimonio netto è sceso dal 31% al 25%, riflettendo un rafforzamento della struttura patrimoniale del gruppo.
Guardando al bilancio individuale della capogruppo Buzzi SpA, la posizione finanziaria netta a fine esercizio evidenzia un indebitamento di 208,6 milioni rispetto ai 556,3 milioni del 31 dicembre 2024.
ITALIA
In Italia, il mercato delle costruzioni mostra, secondo le prime evidenze settoriali, un incremento dell’attività rispetto al 2024, sostenuto soprattutto dalle opere pubbliche e dagli investimenti infrastrutturali. Permane tuttavia una debolezza nel comparto residenziale, che fatica a recuperare livelli più sostenuti, nonostante il supporto degli incentivi e delle misure fiscali.
In questo contesto, le vendite di leganti idraulici, tenuto conto dell’uscita dal perimetro dello stabilimento di Fanna (PN), si sono mantenute sostanzialmente stabili rispetto al 2024 mentre il settore del calcestruzzo preconfezionato ha registrato una crescita interessante, con un incremento dei volumi pari al 6,0% rispetto all’esercizio precedente. Nel complesso dell’anno, i prezzi medi di vendita, sia nel comparto cemento sia in quello del calcestruzzo, hanno evidenziato un andamento positivo. I ricavi netti del gruppo in Italia si sono attestati a 790,9 milioni (818,0 milioni nel 2024) e il margine operativo lordo a 184,0 (196,6 milioni nel 2024). A parità di perimetro di consolidamento, i ricavi sarebbero cresciuti del 2,1% e il margine operativo lordo dello 0,6%. Il dato del 2025 include proventi netti non ricorrenti pari a 7,1 milioni (rispetto a 0,4 milioni nel 2024). Al netto di tali componenti, il margine operativo lordo si sarebbe attestato a 176,9 milioni.
STATI UNITI D’AMERICA
Nel corso del 2025, negli Stati Uniti il settore edilizio ha continuato a mostrare dinamiche differenziate: l’edilizia residenziale ha beneficiato della domanda di rinnovo e adeguamento degli immobili esistenti, mentre l’accesso al credito ha rappresentato un freno a nuovi progetti abitativi e investimenti nel comparto commerciale. Le opere pubbliche e il segmento non residenziale hanno evidenziato una crescita più sostenuta, con un ruolo crescente delle infrastrutture legate alla transizione tecnologica e digitale, come data center e reti energetiche.
Le vendite di cemento del gruppo hanno registrato una significativa contrazione nella prima parte dell’anno, penalizzate dalla debolezza della domanda e da condizioni meteorologiche sfavorevoli; nel secondo semestre si è però osservato un graduale recupero, che ha permesso di chiudere l’esercizio su livelli solo marginalmente inferiori rispetto al 2024 (-2,2%). Nel comparto del calcestruzzo preconfezionato, prevalentemente concentrato in Texas, i volumi hanno invece confermato un andamento negativo per l’intero esercizio, con una flessione del 6,3% rispetto ai livelli del 2024. In questo contesto, il prezzo medio in valuta locale del cemento è rimasto in linea con l’anno precedente, mentre i prezzi del calcestruzzo hanno registrato una lieve flessione.
La combinazione tra dinamica dei volumi e andamento dei prezzi ha determinato un fatturato complessivo pari a 1.605,8 milioni, in calo del 7,0% rispetto ai 1.726,8 del 2024, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 584,8 milioni, in diminuzione rispetto ai 663,8 milioni dell’anno precedente (-11,9%). La performance ha risentito in misura significativa dell’effetto negativo derivante dalla svalutazione del dollaro (-4,4%), a parità di cambio, la contrazione dei ricavi sarebbe risultata più contenuta (-2,9%), mentre il margine operativo lordo avrebbe registrato una flessione pari a 8,0%. I costi unitari di produzione hanno evidenziato un livello simile a quello dello scorso esercizio.
EUROPA CENTRALE
In Germania, nel settore delle costruzioni, la debolezza del quadro macroeconomico si è tradotta in un recupero solo parziale degli investimenti, dopo il marcato ridimensionamento degli anni precedenti. L’incertezza sulle condizioni finanziarie e le persistenti criticità del mercato immobiliare hanno mantenuto sotto pressione il comparto residenziale, mentre gli investimenti in infrastrutture hanno beneficiato soltanto in misura limitata dell’incremento della spesa pubblica e dei programmi fiscali finalizzati allo sviluppo di opere infrastrutturali di medio-lungo periodo.
I nostri volumi di vendita di cemento e calcestruzzo hanno evidenziato una crescita rispetto all’esercizio precedente, pari rispettivamente al 4,8% e al 2,6%. Nello stesso periodo, i prezzi medi di vendita hanno registrato una flessione rispetto al 2024. In tale contesto il fatturato del gruppo si è attestato a 801,2, in aumento rispetto ai 792,3 milioni dell’anno precedente. Per contro, il margine operativo lordo si è attestato a 121,7 milioni, in calo rispetto ai 164,1 milioni del 2024. Il risultato dell’esercizio in esame include oneri non ricorrenti pari a 4,5 milioni; al netto di tali componenti straordinarie, il margine operativo lordo ricorrente ha raggiunto quota 126,2 milioni. Nel comparto del cemento si è osservato un incremento della spesa per materie prime ed energia, che ha contribuito all’aumento dei costi variabili, mentre nel calcestruzzo si è evidenziato un lieve calo dei costi unitari di produzione. Nell’esercizio in esame non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO2.
In Lussemburgo e Paesi Bassi, i volumi di vendita di cemento hanno registrato un incremento del 12,1% rispetto al 2024, sostenuti dalla marcata crescita rilevata nel primo semestre. Nella seconda parte dell’anno il ritmo di espansione ha evidenziato un rallentamento, pur mantenendosi su livelli complessivamente superiori a quelli dell’esercizio precedente. Un andamento analogo ha caratterizzato il comparto del calcestruzzo, che ha chiuso l’anno con una crescita dei volumi pari al 7,0%. La dinamica positiva è riconducibile principalmente allo sviluppo delle esportazioni, che ha compensato una domanda domestica ancora debole. I prezzi medi di vendita hanno mostrato una lieve flessione; tuttavia, il significativo aumento dei volumi ha compensato tale dinamica, consentendo al fatturato di crescere da 183,0 nel 2024 a 196,8 milioni nel 2025. Il margine operativo lordo, beneficiando di una maggiore leva operativa, si è attestato a 26,0 milioni in aumento rispetto all’esercizio precedente. I costi unitari di produzione risultano in miglioramento rispetto al 2024 e, nell’esercizio, non è stato sostenuto alcun costo operativo per diritti di emissione di CO₂.
EUROPA ORIENTALE
In Polonia, il quadro macroeconomico, sulla base delle più recenti previsioni evidenzia il consolidamento della ripresa avviata nel 2024. Gli investimenti in infrastrutture e nel comparto non residenziale sono attesi in crescita, sostenuti da un’accelerazione della spesa pubblica e dal progressivo assorbimento dei fondi europei. L’edilizia residenziale presenta invece segnali contrastanti, risentendo di condizioni di credito ancora onerose e di un ritmo moderato di nuove iniziative. La transizione verso il nuovo quadro finanziario dell’UE continua, inoltre, a incidere sulla tempistica di avvio e realizzazione di alcuni progetti infrastrutturali.
In tale congiuntura economica, il calo della domanda di leganti idraulici, già evidenziatosi nel terzo trimestre, si è confermato anche negli ultimi mesi dell’esercizio. I risultati molto positivi conseguiti nel primo semestre hanno tuttavia consentito di assorbire il rallentamento registrato nella seconda parte dell’anno, permettendo di chiudere l’esercizio con una crescita complessiva dei volumi del 12,9%. Nel comparto del calcestruzzo preconfezionato la dinamica è stata meno brillante, evidenziando una flessione dei volumi pari al 2,4%. Sul fronte dei prezzi, il cemento ha registrato una leggera diminuzione, principalmente a causa della forte concorrenza delle importazioni, mentre i prezzi medi del calcestruzzo sono risultati in crescita. I ricavi netti hanno raggiunto 196,0 milioni, segnando un incremento del 12,8% su base annua; a parità di tassi di cambio (+1,5%), la crescita sarebbe stata dell’ 11,1%. Il margine operativo lordo si è attestato a 57,2 milioni, in aumento del 42,6% rispetto ai 40,1 milioni del 2024, beneficiando della favorevole conversione in euro; a parità di tassi il margine sarebbe cresciuto del 40,4%. I costi unitari di produzione hanno evidenziato un miglioramento, principalmente per effetto della riduzione della spesa per energia elettrica, nonostante l’incremento dei costi delle materie prime. Nell’esercizio sono stati sostenuti costi operativi per diritti emissione CO2 pari a 3,2 milioni.
In Repubblica Ceca, il comparto delle costruzioni ha mostrato ulteriore vivacità, sostenuto dagli investimenti pubblici in infrastrutture, dallo sviluppo di iniziative immobiliari e dall’utilizzo dei fondi europei. Pur in presenza di pressioni sui costi dei materiali e di tensioni nell’offerta di manodopera specializzata, il settore ha sostenuto lo sviluppo dell’economia nazionale, evidenziando una dinamica più favorevole rispetto al 2024.
Le consegne di leganti idraulici hanno evidenziato un andamento positivo, con un incremento dei volumi venduti pari all’1,0%. Il calcestruzzo ha evidenziato una crescita più marcata (+7,9%), sostenuta sia dall’entrata in funzione di due nuove centrali di betonaggio sia dall’aumento dei cantieri a Praga e in Boemia, che hanno contribuito allo sviluppo delle vendite. In entrambi i comparti si è rilevato un incremento dei prezzi in valuta locale. Il fatturato complessivo è pertanto aumentato da 208,5 milioni a 221,3 milioni (+6,1%), mentre il margine operativo lordo è cresciuto da 68,0 a 74,9 milioni (+10,1%). L’apprezzamento della valuta locale nei confronti dell’euro (+1,7%) ha contribuito positivamente alla conversione dei risultati. Escludendo tale effetto, i ricavi netti avrebbero registrato una crescita del 4,4%, mentre il margine operativo lordo dell’8,2%. I costi unitari di produzione si sono ridotti, principalmente per effetto della favorevole dinamica delle componenti variabili. Nell’esercizio non sono stati sostenuti costi per diritti emissione CO2.
In Russia, in ottemperanza alle sanzioni emanate dall’Unione Europea, a partire da maggio 2022 Buzzi ha cessato ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate presenti nel paese. Le decisioni relative all’investimento possono pertanto essere assunte esclusivamente in sede assembleare e risultano limitate alle materie che, secondo la normativa societaria russa, rientrano nelle competenze dell’assemblea degli azionisti, nonché alle deliberazioni straordinarie previste dallo statuto. Ne consegue una disponibilità estremamente ridotta di informazioni sull’andamento della domanda e del mercato delle costruzioni. Alla data di chiusura dell’esercizio 2025, il valore patrimoniale delle attività detenute in Russia ammonta a 496,8 milioni di euro.
Le vendite del gruppo nel paese hanno evidenziato una flessione dei volumi rispetto al 2024 (-5,4%), imputabile in larga parte alla debolezza registrata nel quarto trimestre. I prezzi hanno mostrato un andamento positivo nei primi mesi dell’anno, per poi ridursi progressivamente, mantenendosi comunque mediamente superiori rispetto all’esercizio precedente. Il fatturato si è attestato a 303,1 milioni, in aumento rispetto ai 294,0 milioni del 2024. L’evoluzione favorevole del cambio (+6,1%) ha sostenuto la conversione in euro; escludendo tale effetto, i ricavi avrebbero segnato una diminuzione del 3,1%. Il margine operativo lordo è risultato pari a 76,7 milioni, in calo del 21,0 % rispetto all’anno precedente, mentre a parità di cambio la contrazione sarebbe stata del 25,8% La redditività è stata penalizzata dall’incremento dei costi unitari di produzione, che ha interessato sia la componente fissa sia quella variabile.
BRASILE (consolidamento integrale dal quarto trimestre 2024)
In Brasile, il settore delle costruzioni ha continuato a evidenziare un andamento complessivamente favorevole, sostenuto dalla domanda infrastrutturale e da un progressivo miglioramento del contesto macroeconomico. Permangono tuttavia alcune criticità di fondo, in particolare in termini di produttività del lavoro e di disponibilità di manodopera qualificata, che continuano a rappresentare un vincolo alla piena espansione del comparto.
Il 2025 rappresenta il primo esercizio di pieno consolidamento delle attività in Brasile. Su base pro-forma rispetto al 2024, i volumi di leganti idraulici venduti dal gruppo sono aumentati del 2,7%, mentre i prezzi in valuta locale hanno mostrato un rafforzamento progressivo durante l’anno, chiudendo su livelli superiori rispetto all’esercizio precedente. In questo contesto, il fatturato si è attestato a 363,0 milioni, registrando una flessione del 2,9% rispetto al 2024, mentre il margine operativo lordo ha raggiunto 103,9 milioni, con un incremento del 4,0% rispetto al 2024. Il risultato è stato influenzato negativamente dalla conversione valutaria (-8,2%); al netto di questo effetto, il giro d’affari e il margine operativo lordo avrebbero evidenziato rispettivamente una crescita del 5,0% e del 12,6%.
EMIRATI ARABI UNITI (consolidamento integrale a partire da maggio 2025)
Negli Emirati Arabi Uniti, il settore delle costruzioni continua a evidenziare un percorso di crescita solido e progressivo, sostenuto da un’intensa attività di investimento pubblico e privato. In particolare, i programmi legati allo sviluppo energetico, alle infrastrutture di pubblica utilità, ai sistemi di trasporto e agli impianti di produzione di energia stanno alimentando in modo significativo la pipeline progettuale, contribuendo a rafforzare le prospettive di medio-lungo termine del comparto.
Le nostre attività nel paese, consolidate a partire dal mese di maggio a seguito dell’acquisizione di una quota di controllo in Gulf Cement Company, hanno generato ricavi per 85,5 milioni e un margine operativo lordo pari a 7,5 milioni. Il risultato riflette l’aumento dei volumi di vendita di cemento sul mercato domestico, che mostra una crescita in termini pro-forma rispetto al 2024, accompagnata da una tendenza al rialzo dei prezzi, a sua volta sostenuta dal rafforzamento della domanda interna.
MESSICO (valutazione al patrimonio netto)
I volumi di vendita di cemento della nostra partecipata nel 2025 hanno registrato una flessione dell’1,2% rispetto all’esercizio precedente. Più marcato è stato il calo dei volumi di calcestruzzo preconfezionato, diminuiti del 13,4%. In controtendenza, si è registrato un andamento positivo dei prezzi di vendita. Considerando il 100% della joint venture, i ricavi si sono attestati a 940,4 milioni in diminuzione rispetto ai 998,3 milioni registrati nel 2024. La svalutazione del Peso Messicano (-9,3%) ha inciso negativamente sulla conversione dei risultati in euro; a cambi costanti, i ricavi sarebbero stati in crescita del 2,9%. ll margine operativo lordo ha raggiunto 431,3 milioni in calo del 3,1% rispetto all’esercizio precedente. A parità di tassi di cambio il risultato avrebbe invece registrato un incremento del 5,9%. I costi unitari di produzione hanno registrato una lieve flessione, principalmente grazie al miglioramento della componente variabile, determinato dalla riduzione dei costi energetici e delle materie prime.
La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 100,2 milioni (113,5 milioni nel 2024).
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Le previsioni economiche per il 2026 delineano uno scenario di crescita globale complessivamente stabile, sostenuto dagli investimenti in tecnologia, innovazione e infrastrutture, nonché da una domanda ancora dinamica in alcune delle principali economie mondiali. Oltre ai già noti rischi ribassisti, tra cui tensioni geopolitiche, guerre in corso in diverse regioni e incertezze sul commercio internazionale, i recenti sviluppi del conflitto in Medio Oriente introducono un ulteriore e significativo elemento di rischio rispetto allo scenario macroeconomico e operativo inizialmente previsto per il 2026. In particolare, un probabile aumento dei prezzi dell’energia potrebbe incidere in modo rilevante sull’andamento dei nostri costi operativi.
Con riferimento al settore delle costruzioni, in Italia le più recenti stime indicano una flessione del comparto residenziale mentre il segmento delle opere pubbliche dovrebbe continuare a beneficiare degli effetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Per questo, prevediamo qualche rallentamento dei nostri volumi di vendita rispetto all’anno precedente, mentre l’andamento dei prezzi sarà influenzato non solo dalla domanda ma anche dal fattore “diritti emissione CO2”, in un contesto che vede l’avvio del cosiddetto CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e una possibile revisione del sistema ETS in corso d’anno.
Negli Stati Uniti, le previsioni per il 2026 indicano una persistente flessione del comparto residenziale, mentre anche il settore non residenziale, pur sostenuto da una forte domanda in segmenti specifici, come data center e infrastrutture digitali, evidenzierà nel complesso una lieve contrazione, con performance più variabili nei comparti tradizionali come uffici e commercio. In tale contesto, le nostre vendite dovrebbero mantenersi abbastanza stabili. Per contro, il calo della domanda dal 2022 in poi, quindi la maggior capacità domestica disponibile, la pressione costante delle importazioni, soprattutto in alcuni Stati, le operazioni straordinarie che hanno ridefinito il settore, la decisione di smantellare le politiche climatiche sono tutti elementi che possono portare a tensioni sui prezzi di vendita e a forzosi cambi di strategia per quanto riguarda il mix prodotti.
In Europa Centrale, il 2026 è previsto segnare un progressivo recupero del settore costruzioni. In Germania è atteso un lieve miglioramento dell’attività, sostenuto dalla ripresa del comparto residenziale e dagli investimenti pubblici in infrastrutture, riconducibili al piano promosso dal governo federale volto a rafforzare reti di trasporto, energia e digitalizzazione. I nostri volumi di vendita dovrebbero risultare in modesta crescita rispetto al 2025.
In Repubblica Ceca e Polonia, la domanda dovrebbe confermarsi dinamica, grazie ai piani di stimolo governativi nel comparto residenziale e nelle infrastrutture. Alla luce di tali prospettive, si prevedono quindi volumi di vendita leggermente superiori a quelli del 2025.
In Brasile prevediamo un andamento favorevole, sostenuto dalla domanda interna, con volumi in lieve crescita e prezzi in rafforzamento. Negli Emirati Arabi Uniti stimiamo che i volumi di vendita del 2026, interamente consolidati, registrino un’evoluzione positiva grazie alla solida domanda interna, pur in presenza di potenziali rischi legati alle recenti dinamiche geopolitiche in Medio Oriente.
Per quanto riguarda la Russia, l’attuale struttura di governance non ci consente di disporre di informazioni sufficienti per formulare previsioni sulle prospettive di mercato per l’esercizio in corso.
In Messico, dopo la contrazione del settore costruzioni verificatasi nel 2025, è attesa una lieve ripresa.
Nei vari mercati in cui operiamo, cercheremo di applicare una strategia di prezzo volta a preservare i margini, pur in un contesto competitivo caratterizzato da elevata incertezza. Per quanto riguarda i costi operativi, le recenti azioni di guerra intraprese dagli Stati Uniti contro l’Iran generano elevati rischi geopolitici, in particolare legati a potenziali interruzioni nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto della fornitura mondiale di petrolio. Ciò potrebbe tradursi in ulteriori rialzi dei prezzi dell’energia, pressioni inflazionistiche e maggiore volatilità dei mercati.
Il quadro congiunturale e settoriale rimane incerto e non consente, allo stato attuale, di stimare con precisione l’effettivo impatto sui nostri risultati operativi. Tuttavia, alla luce delle informazioni oggi disponibili, riteniamo probabile che nel 2026 il margine operativo lordo ricorrente registri una lieve contrazione rispetto all’esercizio precedente. Sarà nostra cura fornire al mercato indicazioni più puntuali non appena disporremo di una migliore visibilità sull’evoluzione delle condizioni di breve periodo.
Per quanto riguarda il programma di investimenti approvato per il 2026, prevediamo un’ulteriore accelerazione delle iniziative previste. Il piano include numerosi progetti orientati al miglioramento continuo dell’efficienza operativa e alla riduzione delle emissioni di CO₂, in coerenza con gli obiettivi di decarbonizzazione definiti nella Roadmap. Sono inoltre previsti interventi finalizzati all’ampliamento della capacità produttiva e al potenziamento della rete di distribuzione.
PROPOSTA DI DESTINAZIONE DEL RISULTATO D’ESERCIZIO
All’Assemblea degli Azionisti fissata in unica convocazione per il giorno 13 maggio 2026 sarà proposto un dividendo di 0,70 euro per ogni azione. Il pagamento del dividendo, se approvato dall’Assemblea, avrà luogo a partire dal 20 maggio 2026 (con data stacco 18 maggio 2026 e “record date” 19 maggio 2026).
Ai sensi dell’art. 9 dello statuto sociale, l’intervento e l’esercizio del diritto di voto in Assemblea si svolgeranno esclusivamente per il tramite del rappresentante designato dalla società, individuato ai sensi dell’articolo 135-undecies.1 del TUF, in Computershare S.p.A.
RINNOVO AUTORIZZAZIONE PER ACQUISTO/DISPOSIZIONE AZIONI PROPRIE
Il Consiglio di Amministrazione ha deciso di sottoporre all’approvazione dell’Assemblea ordinaria degli Azionisti la proposta di autorizzazione (con correlativa revoca dell'analoga autorizzazione adottata il 13 maggio 2025) all’acquisto di azioni ordinarie della società fino a un numero massimo che, tenuto conto delle azioni ordinarie di volta in volta detenute in portafoglio dalla società e dalle società da essa controllate, non sia complessivamente superiore al limite massimo stabilito dalla normativa pro tempore applicabile, per un controvalore massimo di euro 300.000.000.
L’autorizzazione è richiesta, altresì, per la disposizione delle azioni proprie detenute dalla società.
La proposta di rilascio dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie è motivata dalle seguenti finalità:
(a) per consentire alla società di disporre di azioni proprie per realizzare le seguenti operazioni: (i) per interventi nell’eventualità di oscillazioni delle quotazioni delle azioni della società al di fuori delle normali fluttuazioni del mercato azionario, nei limiti in cui ciò sia conforme alla normativa vigente o a prassi di mercato ammesse, nonché di dotare la società di uno strumento di investimento della liquidità; (ii) per utilizzo come corrispettivo in operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, di permuta, di conferimento o di conversione di prestiti obbligazionari di futura eventuale emissione, o per l’eventuale distribuzione, a titolo oneroso o gratuito, a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori della società o di società del gruppo nonché per eventuali assegnazioni gratuite ai soci;
(b) per l’eventuale successivo annullamento delle azioni proprie detenute dalla società, nei termini e con le modalità che saranno eventualmente deliberati dai competenti organi sociali, anche con deliberazioni successivamente assunte.
Le finalità di singoli programmi di acquisto possono essere determinate, nell’ambito di quelle autorizzate dall’Assemblea, dalla delibera del Consiglio di Amministrazione che avvia il programma.
L’autorizzazione è richiesta per la durata di diciotto mesi a far data dall’approvazione dell’assemblea.
Il corrispettivo proposto per l’acquisto è compreso tra un minimo e un massimo rispettivamente non inferiore e non superiore al 10% rispetto al prezzo di riferimento dell’azione ordinaria registrato nella seduta di Borsa del giorno precedente al compimento di ogni singola operazione.
Gli acquisti di azioni proprie verranno effettuati nelle sedi di negoziazione consentite secondo le modalità operative stabilite nel Regolamento di Borsa Italiana S.p.A. o nei regolamenti delle altre sedi di negoziazione consentite, in ogni caso in conformità all'art. 144 bis, comma 1, lett. b), c) e d)-ter del Regolamento Consob n. 11971/99 e successive modificazioni. La società potrà anche avvalersi delle modalità previste da eventuali prassi di mercato approvate da Consob, ove applicabili, nonché di quelle di cui all’art. 5 del Regolamento UE n. 596/2014.
Le operazioni di disposizione delle azioni proprie potranno avvenire in qualsiasi momento, in tutto o in parte, in una o più volte, sia mediante alienazione con corrispettivo in denaro sia quale corrispettivo in operazioni straordinarie, anche di scambio di partecipazioni, di permuta, di conferimento o di conversione di prestiti obbligazionari di futura eventuale emissione, nonché per l’eventuale distribuzione a favore di amministratori, dipendenti e collaboratori della società o di società controllate ai sensi dell'art. 2359 del codice civile ovvero per eventuali assegnazioni ai soci, anche sotto forma di dividendo.
A valere sulla precedente autorizzazione rilasciata dall’assemblea ordinaria del 13 maggio 2025, in base al programma deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 26 febbraio 2026 sono state acquistate 2.262.212 azioni ordinarie, pari al 1,17% del capitale sociale, per un importo complessivo di circa 99,8 milioni di euro.
Alla data del 30 marzo 2026 la società detiene complessivamente n. 13.863.488 azioni proprie ordinarie pari al 7,20% del capitale sociale.
ALTRE DELIBERE ASSEMBLEARI
L’Assemblea è stata altresì convocata per assumere le necessarie deliberazioni in merito:
in sede ordinaria:
- al rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale;
- all’approvazione della Sezione Prima della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, ai sensi dell’art. 123 ter, commi 3 bis e 3 ter, del D.Lgs. n. 58/1998;
- all’espressione del voto non vincolante sulla Sezione Seconda della Relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti, ai sensi dell’art. 123 ter, comma 6, del D.Lgs. n. 58/1998;
in sede straordinaria:
- alla proposta di annullamento delle azioni proprie detenute in portafoglio e di quelle che verranno acquistate in virtù del programma di acquisto di azioni proprie deliberato dal Consiglio di Amministrazione in data 26 febbraio 2026, senza riduzione del capitale sociale, e di conseguente modifica dell’art. 5 dello Statuto sociale.
CORPORATE GOVERNANCE
Il Consiglio di Amministrazione ha approvato la relazione annuale sul governo societario e gli assetti proprietari, che verrà messa a disposizione del pubblico contestualmente alla messa a disposizione della Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2025.
Il Consiglio di Amministrazione ha altresì valutato la sussistenza dei requisiti di indipendenza di cui al Codice di Corporate Governance di Borsa in capo ai consiglieri Aldo Fumagalli Romario, Antonella Musy, Linda Orsola Gilli, Marcella Logli e Giovanna Vitelli.
Il Collegio Sindacale ha riportato al Consiglio di Amministrazione di aver verificato il requisito di indipendenza dei propri membri.
PRESTITI OBBLIGAZIONARI
Nel periodo dal 1 gennaio al 31 dicembre 2025 non sono stati emessi prestiti obbligazionari.
***
Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
Contatti societari:
Segreteria Investor Relations
Ileana Colla
Tel. +39 0142 416 404
E-mail: ileana.colla@buzzi.com
***
I risultati del bilancio 2025 saranno illustrati nel corso di una conference call che si terrà martedì 31 marzo alle ore 16:30. Per partecipare registrarsi al seguente link:
https://services.choruscall.it/DiamondPassRegistration/register?confirmationNumber=9836878&linkSecurityString=17b2b0c39a