Risultati al 30 giugno 2025
Volumi di cemento in forte crescita (+23,7%), grazie al contributo netto positivo delle variazioni di perimetro; favorevole sviluppo nel settore del calcestruzzo (+3,7%)
Debole evoluzione delle consegne in Stati Uniti, più che compensata dal recupero della domanda in Europa Centrale ed Orientale
Fatturato consolidato pari a 2.187,4 milioni (+6,5% ), stabile a parità di perimetro e tassi di cambio (+0,9%); margine operativo lordo di 526,0 milioni
Aumento della redditività caratteristica in Europa Orientale e Benelux, mentre l’andamento dei costi di produzione penalizza i margini di Italia, Germania e Stati Uniti
| Dati consolidati | Gen-Giu 2025 | Gen-Giu 2024 | % 25/24 | |
| Vendite di cemento e clinker | t/000 | 14.871 | 12.017 | +23,7% |
| Vendite di calcestruzzo | m3/000 | 4.834 | 4.664 | +3,7% |
| Fatturato | €/m | 2.187 | 2.054 | +6,5% |
| Margine Operativo Lordo | €/m | 526 | 553 | -4,8% |
| Margine Operativo Lordo ricorrente | €/m | 526 | 548 | -4,0% |
| Utile netto degli azionisti | €/m | 390 | 422 | -7,6% |
| Giu 25 | Dic 24 | Var. | ||
| Posizione finanziaria netta positiva | €/m | 691 | 755 | -64 |
Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per l’esame della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2025.
Nel corso del primo semestre 2025, l’attività economica globale ha rallentato, penalizzata dalla prolungata incertezza sulle politiche commerciali internazionali, dalle persistenti tensioni geopolitiche e dal protrarsi di conflitti in diverse aree del mondo. Nei mesi invernali, i timori sui dazi hanno contribuito ad un temporaneo slancio degli scambi internazionali, per effetto di una campagna acquisti anticipata da parte degli Stati Uniti che, tuttavia, ha perso vigore già a partire dal bimestre aprile-maggio. In primavera, il comparto manufatturiero ha mostrato un andamento piuttosto volatile, mentre il terziario, dopo una fase di iniziale debolezza, ha ripreso a crescere con ritmi simili a quelli del primo trimestre. In tale contesto, i prezzi del greggio hanno interrotto il calo osservato in apertura d’anno, risentendo dell’escalation del conflitto tra Israele e Iran. Al contrario, le quotazioni del gas naturale in Europa, pur soggette a marcate fluttuazioni, hanno chiuso il trimestre in flessione. Alla luce dei recenti sviluppi congiunturali, in giugno, l’OCSE ha rivisto nuovamente al ribasso le previsioni per il 2025, stimando una crescita del prodotto mondiale pari al 2,9%.
In Stati Uniti, l’economia si è contratta in apertura dell’anno per la prima volta dal 2022, come conseguenza del momentaneo ma significativo incremento delle importazioni. Se, in primavera, si stima che l’attività abbia ripreso ad espandersi, segnali meno positivi arrivano dai consumi privati che mostrano una dinamica piuttosto debole. Il processo di disinflazione ha subito una battuta d’arresto in maggio, sebbene gli effetti della politica commerciale restino per ora contenuti, e la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di riferimento nel periodo, sulla scia di un ancora robusto mercato del lavoro e di una forte incertezza sulle prospettive economiche del paese.
Anche nell’area Euro, le aspettative sui dazi americani hanno sostenuto la domanda estera ad inizio anno, permettendo uno sviluppo dell’attività economica nei mesi invernali superiore alle aspettative (+0.6%), con Italia e Germania tra i principali mercati beneficiari. Il settore manifatturiero, infatti, ha evidenziato una marcata accelerazione nel primo trimestre, per poi rallentare in primavera, mentre i servizi hanno confermato un andamento favorevole sull’intero semestre. In giugno l’inflazione è lievemente aumentata al 2%, mentre la componente di fondo è rimasta stabile al 2,3%, in linea con le aspettative della Banca Centrale Europea che ha proseguito ad allentare la stretta monetaria con due ribassi dei tassi in aprile e giugno.
In Italia, il quadro congiunturale si è confermato in moderata espansione nel primo trimestre, grazie al contributo positivo sia della domanda estera che dei consumi domestici. Il valore aggiunto si è rafforzato nell’industria e nel terziario, mentre gli investimenti hanno sofferto in chiusura del semestre a causa del persistente clima di incertezza.
Guardando ai paesi emergenti, in Brasile l’economia ha registrato un solido avvio d’anno, grazie prevalentemente ai settori meno ciclici come l’agricoltura, oltre che alla resilienza dei consumi privati. Le stime più recenti, tuttavia, segnalano una dinamica in progressiva attenuazione nel commercio, nell’industria e nei servizi, affiancata da indicatori di fiducia piuttosto contenuti. In Messico, invece, la stagnante domanda domestica e la scarsa vivacità del settore industriale hanno frenato la crescita economica del paese. In tale scenario, le principali banche centrali in America Latina hanno implementato politiche monetarie divergenti nel trimestre, con tassi di interesse in riduzione in Messico, per due sedute consecutive, e condizioni di accesso al credito in peggioramento in Brasile, con due rialzi dei tassi di interesse in maggio e giugno.
ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO
A partire dal quarto trimestre 2024, il perimetro di consolidamento del gruppo ha subito importanti variazioni, che hanno generato un contributo netto positivo ai risultati del periodo in esame. Si ricorda, infatti, che ad ottobre dello scorso anno, Buzzi ha, da un lato, acquisito il rimanente 50% del capitale nella joint venture brasiliana, dall’altro ceduto i propri attivi in Ucraina. Oltre alle citate e già note operazioni straordinarie, in gennaio, Buzzi ha poi dato esecuzione all’accordo di partnership strategica in Alpe-Adria con il gruppo austriaco Wietersdorfer, attraverso la vendita della cementeria di Fanna (PN) ad Alpacem Zement Italia e la sottoscrizione di un aumento di capitale per acquisire la partecipazione del 25% in Alpacem Zement Austria. Inoltre, nel corso del primo semestre, il gruppo ha fatto il suo ingresso nel mercato degli Emirati Arabi attraverso l’acquisto di una partecipazione di controllo in Gulf Cement Company, società quotata alla borsa valori di Abu Dhabi.
Al netto di tali variazioni di perimetro, le vendite di cemento realizzate dal gruppo nei primi sei mesi del 2025 sono moderatamente aumentate, riflettendo un andamento piuttosto sommesso della domanda in Stati Uniti, più che compensato dalla ripresa dei consumi in Europa Centrale ed Orientale. Peraltro, il contributo netto positivo delle operazioni straordinarie ha permesso alle nostre consegne di cemento di chiudere il semestre in deciso rafforzamento (+23,7%), a 14,9 milioni di tonnellate. La produzione di calcestruzzo preconfezionato si è invece attestata a 4,8 milioni di metri cubi, in crescita del 3,7% rispetto al 2024.
Il fatturato consolidato è così passato da 2.053,6 a 2.187,4 milioni (+6,5% rispetto al 2024). Nei primi sei mesi dell’anno, le oscillazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto abbastanza limitato (-1,6 milioni), mentre le modifiche al perimetro di consolidamento hanno inciso favorevolmente per 116,2 milioni. A cambi e perimetro costante, il giro d’affari sarebbe rimasto sostanzialmente in linea con i risultati dello scorso anno (+0,9%).
Guardando alle diverse regioni, in Italia, il fatturato è stato pari a 402,5 milioni, registrando una flessione del 2,9%, dettata dal deconsolidamento della cementeria di Fanna (PN). Al netto di ciò, infatti, i ricavi sarebbero migliorati del 2,7%, riflettendo un resiliente andamento della domanda e dei prezzi medi di vendita.
In Stati Uniti, invece, la debolezza dei volumi e la svalutazione del dollaro, seppur ancora contenuta, hanno penalizzato il giro d’affari che si è attestato a 787,1 milioni (-5,9% rispetto all’esercizio precedente).
In Europa Centrale, il recupero dei consumi, rispetto ai livelli particolarmente depressi di inizio 2024, si è contrapposto ad un più sfidante confronto lato prezzi di vendita. Il fatturato è cresciuto quindi in maniera contenuta (+1,8%), raggiungendo i 471,9 milioni nel semestre.
In Europa Orientale, nonostante il deconsolidamento degli asset in Ucraina, i ricavi si sono mantenuti stabili, pari a 346,6 milioni, grazie primariamente al solido sviluppo delle consegne in tutti i paesi di presenza; a parità di perimetro e tassi di cambio, il fatturato sarebbe aumentato del 12,7%.
Il contributo al fatturato derivante dal consolidamento linea per linea del Brasile (per l’intero periodo) e degli Emirati Arabi Uniti (dal mese di maggio) è stato rispettivamente di 164,8 e 21,1 milioni.
Il margine operativo lordo consolidato è stato pari a 526,0 milioni, in diminuzione del 4,8% rispetto ai 552,7 milioni dell’anno precedente. Il dato del periodo in esame comprende oneri non ricorrenti netti per 0,4 milioni (erano 4,5 milioni di proventi netti nel 2024). Escludendo tali componenti, il margine operativo lordo ricorrente è passato da 548,3 a 526,3 milioni, con un’incidenza sul fatturato del 24,1% (26,7% nel 2024). La redditività caratteristica del primo semestre si è rafforzata in Europa Orientale, Lussemburgo e Paesi Bassi, beneficiando di minori costi energetici e della migliorata leva operativa. Al contrario, l’incremento dei costi di produzione ha inciso negativamente sui margini in Italia, Germania e Stati Uniti. Le variazioni di perimetro hanno influito positivamente per 29,7 milioni, mentre le fluttuazioni dei tassi cambio hanno avuto un’incidenza poco rilevante.
Dopo ammortamenti per 160,1 milioni (127,3 milioni nel 2024), il risultato operativo è stato pari a 365,9 milioni, in diminuzione rispetto ai 425,4 milioni del 2024. Nell’esercizio si riportano proventi finanziari netti in forte incremento, da 29,8 a 120,9 milioni, per effetto delle differenze attive di cambio sui finanziamenti in dollari, e, in misura minore, dell’utile provvisorio da combinazione con Gulf Cement Company (EAU). Al contrario, il risultato delle partecipazioni valutate ad equity è passato da 76,3 a 59,9 milioni. Il risultato prima delle imposte si è attestato quindi a 546,0 milioni (535,4 milioni nell’esercizio precedente). Dopo imposte sul reddito per 156,3 milioni (113,5 milioni 2024) il conto economico ha chiuso con un utile netto di 389,8 milioni, rispetto a 421,9 milioni del primo semestre 2024.
A fine periodo la posizione finanziaria netta attiva consolidata ammonta a 691,2 milioni (erano 755,2 milioni a fine 2024). Nel semestre in esame il gruppo ha pagato dividendi agli azionisti della società per 123,7 milioni e sostenuto spese in conto capitale per complessivi 377,9 milioni, di cui 158,5 milioni riferiti ad investimenti in partecipazioni, che comprendono l’acquisto della residua quota di minoranza in Nacional Cimentos Paraíba in Brasile, l’acquisizione della partecipazione di controllo in Gulf Cement Company negli Emirati Arabi, oltre alla quota del 25% in Alpacem Zement Austria. L’acquisto delle minoranze in Brasile era già compreso nella posizione finanziaria netta di fine 2024 e l’investimento in Austria rientra nel più ampio accordo di partnership strategica in Alpe-Adria, che ha contestualmente previsto la cessione da parte di Buzzi dello stabilimento di Fanna (PN) ad Alpacem Cementi Italia. Gli investimenti volti al miglioramento delle performance ambientali e alla decarbonizzazione dei processi produttivi, fra i quali rientrano gli interventi per incrementare la produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggior utilizzo di combustibili alternativi e la produzione in-house di energia elettrica rinnovabile, sono stati pari a circa 42,7 milioni.
Il patrimonio netto al 30 giugno 2025, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 6.611,5 milioni, contro 6.605,9 milioni di fine 2024; il rapporto passività/patrimonio netto è rimasto stabile al 31% rispetto al dicembre 2024.
RISULTATI PER AREA GEOGRAFICA
In Italia, il mercato delle costruzioni ha fornito un solido contributo all’espansione dell’economia nella prima metà dell’anno, supportato principalmente dall’attuazione dei progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e più in generale al comparto non residenziale.
In tale contesto, le nostre vendite di cemento nel primo semestre sono risultate in calo del 9,4%, risentendo dell’uscita dal perimetro dello stabilimento di Fanna (PN). Al netto di tale effetto, le consegne hanno infatti riportato una dinamica piuttosto stabile, mentre i volumi di calcestruzzo preconfezionato sono cresciuti del 5,8% e i prezzi medi di vendita si sono confermati in lieve miglioramento anno su anno. Il fatturato delle attività italiane si è dunque attestato a 402,5 milioni, in flessione del 2,9% rispetto all’esercizio precedente (414,4 milioni nel 2024). Il margine operativo lordo è invece passato da 107,9 a 84,0 milioni (-22,2%). Senza considerare la riduzione del perimetro di attività, i ricavi sarebbero cresciuti del 2,7% mentre la contrazione del margine sarebbe stata più contenuta (-17,0%). Una certa inflazione dei costi fissi e la loro maggiore incidenza sono state le principali cause di tale peggioramento. Nel periodo in esame sono stati sostenuti oneri non ricorrenti pari a 0,4 milioni (in linea con il 2024), al netto dei quali il margine operativo lordo ricorrente è passato da 108,3 a 84,3 milioni. Inoltre, la redditività del periodo sconta spese legali e professionali pari a circa 7 milioni, direttamente attribuibili all’aggregazione aziendale con Gulf Cement Company (EAU).
In Stati Uniti, gli investimenti in edilizia sono diminuiti, limitati dallo sfavorevole sviluppo nel settore privato. Il segmento residenziale si è confermato particolarmente fragile, ancora in forte difficoltà per il perdurare delle stringenti condizioni di accesso al credito. Al contrario, l’edilizia pubblica ha proseguito il suo trend di crescita, mostrando tuttavia tassi piuttosto contenuti.
Guardando ai nostri volumi di vendita, il deciso rallentamento osservato nel primo trimestre si è protratto nei tre mesi successivi, seppur con una dinamica in sequenziale miglioramento. Anche in primavera la debolezza della domanda è stata affiancata da condizioni metereologiche avverse, principalmente nel mese di maggio, portando le consegne di cemento a chiudere il semestre in flessione del 6,0% rispetto al livello del 2024. La produzione di calcestruzzo preconfezionato, presente essenzialmente in Texas, ha mostrato invece una flessione meno evidente (-3,1%). I prezzi di vendita del cemento hanno mantenuto i livelli invernali, confermando un lieve incremento semestre su semestre. Il fatturato è stato così pari a 787,1 milioni di euro, in riduzione (-5,9%) rispetto ai 836,5 milioni del 2024, mentre il margine operativo lordo è passato da 280,2 a 235,1 milioni di euro (-16,1%), evidenziando un peggioramento della redditività caratteristica. I costi unitari di produzione, infatti, hanno riportato un andamento abbastanza sfavorevole, dettato dall’aumento delle voci fisse. La svalutazione del dollaro (-1,1%), inoltre, ha inciso negativamente sulla traduzione dei risultati in euro. A parità del tasso di cambio, i ricavi sarebbero diminuiti del 4,9% e la flessione del margine operativo lordo sarebbe stata del 15,2%.
In Germania, l’attività edile è rimasta fiacca nella prima parte dell’anno, ma i più recenti indicatori di frequenza hanno riportato qualche segnale di miglioramento. Per la prima volta dal 2022, in maggio, la fiducia delle imprese è tornata in territorio positivo e nel mese successivo il segmento infrastrutturale ha finalmente oltrepassato la soglia di espansione. Il mercato resta tuttavia penalizzato dall’ancora difficile congiuntura nel residenziale.
I nostri volumi di vendita di cemento e calcestruzzo preconfezionato hanno ripreso a crescere nel semestre, rispettivamente del 3,8% e del 3,2%, beneficiando anche del favorevole confronto con un inizio 2024 piuttosto difficile. I prezzi medi di vendita, principalmente a causa dell’effetto di trascinamento, hanno contribuito negativamente ai risultati del periodo in esame e il fatturato si è così confermato in linea con il livello dello scorso anno e pari a 388,2 milioni (388,0 nel 2024). Il margine operativo lordo ha registrato una decisa contrazione (-31,5%), passando da 73,9 a 50,7 milioni. Si ricorda tuttavia che nello scorso esercizio il risultato aveva beneficiato di proventi non ricorrenti pari a 4,9 milioni. Al netto di tale componente, il margine operativo lordo ricorrente si è comunque ridotto del 26,6%, sotto il peso dei maggiori costi unitari legati alla fornitura di materie prime e di energia elettrica.
In Lussemburgo e Paesi Bassi, nel corso del secondo trimestre, le nostre consegne di cemento e calcestruzzo preconfezionato hanno continuato la ripresa rispetto ai ridotti livelli di attività del 2024, in conseguenza all’aumento delle esportazioni, mentre la domanda domestica permane piuttosto debole. La prima metà dell’anno si è dunque chiusa con volumi di vendita in miglioramento del 19,5% nel settore cemento e del 10,4% nel segmento calcestruzzo. Pur non avendo subito variazioni materiali in primavera, i prezzi medi di vendita del cemento risultano in peggioramento semestre su semestre. Il fatturato si è attestato a 99,4 milioni, +11,5% rispetto agli 89,1 milioni del 2024, nonostante il deconsolidamento delle attività di calcestruzzo preconfezionato, basate in Francia, cedute lo scorso anno. A parità di condizioni il giro d’affari sarebbe cresciuto del 14,8%. Al contrario, tale riduzione di perimetro non ha avuto impatti significativi sul margine operativo lordo che è passato da 4,7 a 19,0 milioni, beneficiando di una migliorata leva operativa.
In Polonia, l’attività edile ha mostrato un lieve rialzo in inverno, ma con segnali contrastanti. I nuovi investimenti hanno guidato il mercato, mentre i progetti di rinnovamento sono risultati in contrazione. Inoltre, i dati relativi alle vendite del settore puntano ad un favorevole sviluppo esclusivamente nell’ingegneria civile e nei lavori altamente specializzati.
Nel secondo trimestre, le nostre spedizioni di cemento si sono confermate in decisa ripresa rispetto ai livelli non particolarmente brillanti di inizio 2024, chiudendo i primi sei mesi dell’anno in forte rialzo (+43,7%). L’andamento delle consegne ha infatti beneficiato, non solo della resilente domanda domestica e del buon meteo, ma anche di un ribilanciamento della strategia commerciale che ha portato i prezzi medi di vendita in valuta locale a registrare una contrazione periodo su periodo. Anche i volumi di calcestruzzo preconfezionato hanno riportato un andamento favorevole, seppur con tassi più contenuti (+10,6%).
Il fatturato è stato dunque pari a 98,4 milioni, contro i 73,1 milioni del 2024 (+34,7%), e il margine operativo lordo è passato da 12,7 a 26,9 milioni. L’apprezzamento dello zloty (+2,0%) ha inciso limitatamente sulla traduzione dei risultati in euro. La redditività caratteristica ha recuperato terreno, attestandosi al 27,3%, sotto la spinta dei più alti livelli di produzione e dei minori costi energetici.
In Repubblica Ceca e Slovacchia, l’attività di costruzione ha recuperato terreno, riflettendo un solido andamento sia nell’edilizia residenziale e commerciale che nel segmento delle infrastrutture. Anche se il valore complessivo dei progetti autorizzati risulta in calo, i permessi per gli edifici non residenziali e le infrastrutture di trasporto hanno mostrato un incremento. Il settore abitativo invece continua a registrare risultati maggiormente volatili.
Le vendite di cemento, in linea con il primo trimestre, sono moderatamente cresciute in primavera, chiudendo così il semestre in miglioramento del 2,7%, con prezzi di vendita, in valuta locale, in lieve rafforzamento anno su anno. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha invece osservato un andamento più vivace, con volumi in aumento del 9,0%. Il giro d’affari è stato dunque pari a 100,6 milioni, +4,6% rispetto ai 96,2 milioni del 2024 e il margine operativo lordo è passato da 28,3 a 33,3 milioni (+17,6%). La corona ceca non ha registrato oscillazioni materiali nel periodo, mentre la redditività caratteristica si è rafforzata dal 29,4% al 33,1%, grazie al ribasso delle quotazioni energetiche e alla minor incidenza dei costi fissi di produzione.
In Brasile, dopo un primo trimestre brillante, le vendite di cemento hanno rallentato nel periodo tra aprile e giugno, anche a causa di un confronto meno favorevole nella parte centrale dell’anno. Le consegne hanno dunque chiuso il semestre in contenuto aumento (+1,8%) rispetto allo scorso esercizio, mentre i prezzi di vendita in valuta locale non hanno registrato variazioni di rilievo. Nonostante il resiliente andamento della domanda, il fatturato è passato da 186,9 a 164,8 milioni (-11,8%) e il margine operativo lordo si è fermato a 36,0 milioni, in contrazione rispetto ai 44,5 milioni del 2024. Si tratta di un confronto pro-forma, riferito all’intero periodo, ma occorre tenere presente che il consolidamento effettivo è avvenuto solo a decorrere dal 3 ottobre 2024. La traduzione dei risultati in euro è stata fortemente penalizzata dalla svalutazione del real brasiliano (-14,5%), mentre la redditività caratteristica ha lievemente risentito di un peggioramento dei costi fissi.
Buzzi ha iniziato ad operare negli Emirati Arabi Uniti in seguito all’acquisizione di una quota di controllo in Gulf Cement Company, società per azioni quotata alla Borsa Valori di Abu Dhabi, con sede nell'Emirato di Ras Al Khaimah. Dopo il successo dell’Offerta Pubblica di Acquisto, tali attività sono state incluse nel perimetro di consolidamento a partire dal mese di maggio e, nel semestre in esame, hanno contribuito per 21,1 milioni al fatturato e per 2,9 milioni al margine operativo lordo consolidato.
Per quanto riguarda la Russia, invece, in ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee nei confronti del paese, già dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate operanti in loco. Di conseguenza le decisioni afferenti all’investimento possono essere prese solo attraverso l’assemblea degli azionisti e sono limitate a quelle che, in base al codice commerciale della Russia, spettano a tale organo, nonché a decisioni di natura straordinaria così come definite nello statuto. Le informazioni a nostra disposizione riguardo l’andamento della domanda e del mercato delle costruzioni sono pertanto molto limitate. A fine giugno, il valore patrimoniale delle attività nette in Russia ammonta a 483,5 milioni di euro.
Nel periodo in esame, i ricavi netti si sono attestati a 147,6 milioni, in miglioramento rispetto ai 132,5 milioni del precedente esercizio (+11,4%), mentre il margine operativo lordo è passato da 42,8 a 38,3 milioni (-10,6%). L’effetto cambio (+3,2%) ha inciso favorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; a parità di cambio, i ricavi sarebbero infatti aumentati del 7,9% e il margine operativo lordo sarebbe diminuito del 13,4%.
In Messico, i volumi di vendita di cemento della nostra joint venture (valutata al patrimonio netto), già in calo nel primo trimestre, hanno ulteriormente decelerato in primavera, anche penalizzati dalle sfavorevoli condizioni meteorologiche del mese di giugno, chiudendo quindi la prima metà dell’anno in flessione del 6,6%. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha registrato un’evoluzione ancor più negativa (-18,4%), mentre i prezzi medi di vendita, in valuta locale, risultano in rafforzamento anno su anno.
Il fatturato, riferito al 100% della joint venture, è stato dunque pari a 452,8 milioni di euro, in riduzione del 18,0% rispetto all’esercizio precedente, e il margine operativo lordo si è attestato a 214,1 milioni, (254,5 milioni del 2024). Si evidenzia che i risultati in esame hanno sofferto della significativa svalutazione del peso messicano (-17,8%); a parità di cambio, infatti, la flessione del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata più contenuta e pari rispettivamente al 3,4% e allo 0,9%. La dinamica prezzo-costo è migliorata nel semestre, permettendo di raggiungere una marginalità del 47,3%.
La quota di utile riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 49,2 milioni (64,3 milioni nel 2024).
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
In un contesto di forte incertezza, l’andamento dei primi sei mesi del 2025, per il gruppo nel suo complesso, ha beneficiato di una resiliente evoluzione delle consegne e dei prezzi di vendita. Tuttavia, l’atteso incremento dei costi di produzione nei maggiori paesi di presenza ha penalizzato la redditività caratteristica, sebbene il semestre abbia confermato solidi risultati operativi.
Guardando al prossimo futuro, per la seconda metà dell’anno, non ci aspettiamo sostanziali discontinuità nelle principali tendenze che hanno finora caratterizzato la domanda nei nostri mercati di riferimento. In Italia, infatti, al netto dei cambiamenti nel perimetro, riteniamo che i recenti sviluppi siano del tutto coerenti con la prevista stabilizzazione delle consegne per l’anno in corso, grazie all’ancora evidente supporto dei progetti edilizi legati al PNRR. In Stati Uniti, invece, migliorate le condizioni meteo, prevediamo di poter recuperare solo in parte la debole dinamica delle consegne, a causa del prolungato rallentamento nel settore delle costruzioni. Nonostante il protrarsi del difficile contesto congiunturale, la ripresa in Europa Centrale dovrebbe perdurare nei trimestri a seguire, seppure con ritmi meno vivaci. Tra i paesi dell’Europa Orientale, in Polonia, il secondo semestre presenta una base di comparazione sicuramente più sfidante, ma le prospettive della domanda si confermano ottimiste nel residenziale così come nelle infrastrutture. Anche in Repubblica Ceca, i consumi dovrebbero continuare ad espandersi moderatamente. In America Latina, le ultime proiezioni sull’anno puntano a qualche punto percentuale di crescita del mercato in Brasile, mentre ci aspettiamo che l’attività edilizia resti sottotono in Messico.
In conclusione, sebbene le ultime previsioni indichino prospettive leggermente più ottimiste in Europa, il quadro congiunturale delineatosi in Stati Uniti negli ultimi mesi ha necessariamente messo in discussione la resilienza della domanda nel paese. Il nuovo scenario e, in misura maggiore, le ampie fluttuazioni nei tassi di cambio del dollaro e del real brasiliano ci portano ad aggiornare le aspettative per l’anno in corso. Alla luce delle considerazioni sopra esposte e delle variazioni intervenute nel perimetro di consolidamento, prevediamo di conseguire per l’intero esercizio 2025 un margine operativo lordo ricorrente compreso tra 1.100 - 1.200 milioni.
PRESTITI OBBLIGAZIONARI
Nel periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2025 non sono stati emessi prestiti obbligazionari.
Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di estendere al 31 dicembre 2025 il termine di emissione del prestito obbligazionario non convertibile di ammontare nominale complessivo massimo pari a 150 milioni di euro già deliberato in data 13 maggio 2025 e ciò al fine di cogliere le migliori condizioni di mercato. Il prestito obbligazionario sarà rivolto esclusivamente ad investitori qualificati (esclusi gli Stati Uniti d'America o qualsiasi altra giurisdizione in cui l'offerta di titoli sarebbe illegale) e ha la finalità di integrare le fonti di approvvigionamento delle risorse finanziarie legate alle esigenze ordinarie della società. Sarà presentata domanda per l’ammissione alla negoziazione del prestito obbligazionario presso Euronext Access Milan, segmento professionale, una multilateral trading facility organizzata e gestita da Borsa Italiana SpA.
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Le obbligazioni saranno offerte e vendute solamente al di fuori degli Stati Uniti a investitori che non siano definiti ‘US persons’ secondo il Regulation S, e non sono state né saranno registrate secondo lo U.S. Securities Act del 1933, come successivamente modificato (il ‘Securities Act’), o secondo altre leggi rilevanti. Le obbligazioni non potranno essere offerte o vendute negli Stati Uniti senza registrazione o al di fuori dei casi in cui si siano verificate le condizioni di esenzione dagli obblighi di registrazione. Il presente comunicato non rappresenta un’offerta di vendita delle obbligazioni né una sollecitazione all’investimento di prodotti finanziari. Le obbligazioni, inoltre, non potranno essere vendute in qualsiasi Stato o giurisdizione in cui tale offerta o vendita sarebbe considerata illegale. Nessuna azione è stata né sarà intrapresa al fine di permettere un’offerta pubblica delle obbligazioni in qualsiasi giurisdizione. Il presente comunicato non costituisce un’offerta di vendita o una sollecitazione all’investimento in prodotti finanziari negli Stati Uniti o in qualsiasi giurisdizione. Le obbligazioni emesse non potranno essere offerte o vendute negli Stati Uniti o per conto o a beneficio di persone residenti negli Stati Uniti (U.S. persons così come definite nella Regulation S del Securities Act) a meno che siano state registrate ai sensi del Securities Act del 1933 o siano state esentate da tale registrazione. L'offerta delle obbligazioni non è stata autorizzata dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) ai sensi della legislazione italiana in tema di strumenti finanziari. Conseguentemente le obbligazioni non sono e non saranno offerte, vendute o distribuite al pubblico nel territorio della Repubblica Italiana tranne che nei casi in cui si siano verificate le condizioni per l'esenzione dall’obbligo di pubblicazione di un prospetto informativo ai sensi delle leggi e dei regolamenti applicabili in Italia e le obbligazioni saranno offerte, vendute o distribuite al pubblico solamente in conformità alle leggi e ai regolamenti applicabili in Italia.
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Negli stati membri dello Spazio Economico Europeo (SEE), questo comunicato è diretto solo a “investitori qualificati” come definiti dall’art. 2 del Regolamento (UE) 2017/1129. Questo comunicato è un annuncio e non costituisce un prospetto ai fini del Prospectus Regulation.
Nel Regno Unito (UK), questo comunicato è diretto solo a “investitori qualificati” all’interno del Regolamento (UE) 2017/1129 di cui fa parte la legge locale del Regno Unito in virtù dell’European Union (Withdrawal) Act 2018 (EUWA) (il “UK Prospectus Regulation”). Questo comunicato è un annuncio e non costituisce un prospetto ai fini del UK Prospectus Regulation. Il presente comunicato è diretto solo (i) a soggetti che si trovino al di fuori del Regno Unito; (ii) agli investitori professionali definiti nell’articolo 19(5) del Financial Services and Markets Act 2000 (Financial Promotion) Order 2005, come modificato o (iii) ai soggetti che rientrino nella definizione di cui all'articolo 49, secondo comma lettere dalla a) alla d) (‘high net worth individuals, unincorporated associations, etc.’) del Financial Services and Markets Act 2000 (Financial Promotion) Order 2005, come modificato (collettivamente le ‘persone rilevanti’). I soggetti diversi dalle persone rilevanti non dovranno agire sulla base del presente comunicato né dovranno fare affidamento sullo stesso. Ogni forma di investimento alla quale il presente comunicato fa riferimento è riservata solamente alle persone rilevanti e può essere effettuata unicamente dalle persone rilevanti.
Il mercato di riferimento (product governance di MIFID II) è costituito esclusivamente da controparti qualificate e clienti professionali, come definiti nella direttiva 2014/65/UE (come modificata) e da tutti i canali di distribuzione delle obbligazioni appropriati per le controparti qualificate e i clienti professionali. Non è stato redatto il PRIIPs key information document (KID) poiché le obbligazioni non saranno offerte, vendute, o in altro modo rese disponibili agli investitori retail nello SEE e/o in UK.
DA NON PUBBLICARE O DISTRIBUIRE NEGLI STATI UNITI O IN ALTRA GIURISDIZIONE IN CUI QUESTA DISTRIBUZIONE SIA PROIBITA DALLA LEGGE VIGENTE.
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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
Contatti societari:
Segreteria Investor Relations
Ileana Colla
Tel. +39 0142 416 404
E-mail: ileana.colla@buzzi.com
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I risultati del primo semestre 2025 saranno illustrati nel corso di una conference call che si terrà oggi, martedì 5 agosto alle ore 16:00. Per partecipare registrarsi al seguente link: https://services.choruscall.it/DiamondPassRegistration/register?confirmationNumber=9836878&linkSecurityString=17b2b0c39a