Risultati al 30 giugno 2026
Crescita dei volumi di cemento (+5,4%), trainata dal consolidamento delle attività UAE. Debolezza della domanda nel mercato del calcestruzzo preconfezionato (-4,2%)
Fatturato stabile a 2.188,5 milioni (-1,1% a parità di condizioni). EBITDA pari a 482,7 milioni (-8,2%), con un effetto cambi sfavorevole di 8,9 milioni ed una contrazione del margine di circa 200 bps, dal 24% al 22%
Nel semestre, il Brasile si è distinto per il forte miglioramento della redditività e la significativa espansione del margine operativo
Solida generazione di cassa a sostegno dei piani d’investimento in corso. Confermate le prospettive per l’intero esercizio 2026, con un EBITDA atteso tra 1.100 e 1.200 milioni
| Dati consolidati | Gen-Giu 2026 | Gen-Giu 2025 | % 26/25 | ||
| Vendite di cemento e clinker | t/000 | 15.674 | 14.870 | +5,4% | |
| Vendite di calcestruzzo | m3/000 | 4.633 | 4.834 | -4,2% | |
| Fatturato | €/m | 2.189 | 2.187 | +0,1% | |
| Margine Operativo Lordo | €/m | 483 | 526 | -8,2% | |
| Margine Operativo Lordo ricorrente | €/m | 475 | 526 | -9,7% | |
| Utile netto degli azionisti | €/m | 324 | 390 | -16,8% | |
| Giu 26 | Dic 25 | Var. | |||
| Disponibilità nette | €/m | 896 | 1.110 | -214 |
Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi SpA si è riunito in data odierna per l’esame della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026.
Nel primo semestre del 2026, l’economia globale ha evidenziato un progressivo rallentamento, in un contesto caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche, elevata incertezza sulle politiche commerciali e nuove pressioni inflazionistiche legate principalmente all’energia. Le prospettive macroeconomiche sono state riviste al ribasso anche per effetto del conflitto in Medio Oriente (Stati Uniti – Iran) e delle conseguenti ripercussioni sui mercati energetici; la crescita mondiale è attesa attestarsi intorno al 3,1%. In tale scenario, il commercio internazionale e il comparto manifatturiero hanno mostrato una dinamica debole e disomogenea, penalizzati dal rallentamento della domanda estera e da condizioni finanziarie ancora relativamente restrittive. Il settore dei servizi ha invece mantenuto un’espansione moderata, sostenuta dalla domanda interna, dal turismo e dallo sviluppo dei servizi digitali. I prezzi delle materie prime energetiche sono tornati a evidenziare elevata volatilità: il petrolio ha registrato significativi rialzi per i timori di interruzioni dell’offerta, mentre il gas naturale europeo ha continuato a oscillare, pur mantenendosi su livelli inferiori rispetto ai picchi del biennio 2022-2023.
Negli Stati Uniti, l’economia ha continuato a espandersi nel primo semestre del 2026, sebbene ad un ritmo più moderato rispetto ai periodi precedenti. La domanda interna ha mostrato segnali di rallentamento, in particolare nei consumi delle famiglie, mentre gli investimenti, soprattutto nel comparto tecnologico, hanno continuato a rappresentare uno dei principali fattori di sostegno dell’attività economica. Le pressioni inflazionistiche sono rimaste elevate, alimentate principalmente dall’aumento dei prezzi dell’energia e dei servizi. In questo contesto, la Federal Reserve ha mantenuto un orientamento prudente di politica monetaria, lasciando invariati i tassi di interesse nel corso della prima parte dell’anno e ribadendo la necessità di monitorare con attenzione l’evoluzione dell’inflazione e del mercato del lavoro prima di procedere a eventuali interventi sui tassi.
In Europa, l’attività economica ha continuato a mostrare una crescita debole ma positiva. Le previsioni economiche di primavera della Commissione Europea indicano per il 2026 un incremento del PIL pari al 1,1%, rivisto al ribasso rispetto alle stime precedenti, principalmente a causa dello shock energetico e del deterioramento del clima di fiducia. Contestualmente, l’inflazione è stata rivista al rialzo al 3,1%, per effetto dell’aumento dei prezzi energetici e della trasmissione dei maggiori costi lungo la catena produttiva. Il settore manifatturiero continua a risentire della debolezza della domanda globale e dei costi elevati, mentre i servizi mantengono una dinamica relativamente più favorevole. In tale contesto, la Banca Centrale Europea ha mantenuto un orientamento prudente, lasciando invariati i tassi di interesse fino a maggio e procedendo, nella riunione di giugno, a un incremento di 25 punti base.
Tra le principali economie emergenti in cui il gruppo opera, il Brasile ha mostrato una buona resilienza, sostenuta dalla domanda interna, nonostante il graduale rallentamento dell’attività industriale e il permanere di condizioni finanziarie restrittive. Gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato un quadro macroeconomico relativamente dinamico, trainato dagli investimenti pubblici e dalla crescita dei settori non petroliferi, in particolare finanza, turismo e servizi, pur in presenza di incertezze legate alla volatilità dei mercati energetici e al contesto geopolitico regionale. In Messico, invece, l’economia ha evidenziato segnali di rallentamento, con una contrazione dell’attività nel primo semestre del 2026 dovuta alla debolezza della domanda interna, dei consumi privati e degli investimenti. Nel complesso, le banche centrali dell’America Latina hanno mantenuto orientamenti differenziati: il Banco de México ha proseguito il ciclo di allentamento monetario, mentre la Banca Centrale del Brasile ha adottato un approccio più prudente, mantenendo i tassi di interesse su livelli ancora elevati, seppur in graduale riduzione.
ANDAMENTO ECONOMICO E FINANZIARIO
A partire dal secondo trimestre del 2025, i risultati del gruppo includono il contributo delle attività negli Emirati Arabi Uniti, a seguito dell’acquisizione di una partecipazione di controllo in Gulf Cement Company, società quotata alla Borsa di Abu Dhabi. Inoltre, nel corso del periodo sono stati acquisiti anche alcuni impianti di betonaggio in Italia e in Germania. Pertanto, rispetto al 30 giugno 2025, le variazioni del perimetro riflettono sia l’inclusione delle attività negli UAE sia le acquisizioni nel comparto del calcestruzzo in Italia e Germania. Al netto di tale variazione, nei primi 6 mesi dell’esercizio 2026 le consegne di cemento hanno registrato una lieve flessione, riconducibile principalmente alla debolezza del mercato europeo nel primo trimestre, condizionato da condizioni meteorologiche sfavorevoli. Tale andamento è stato in parte compensato dal buon avvio d’anno negli Stati Uniti e dalla dinamica positiva del Brasile. Il periodo si è quindi chiuso con un incremento del 5,4% delle consegne di cemento, pari complessivamente a 15,7 milioni di tonnellate. La produzione di calcestruzzo preconfezionato si è invece attestata a 4,6 milioni di metri cubi, evidenziando una contrazione del 4,2% rispetto al 2025.
Il fatturato consolidato del primo semestre si è mantenuto su livelli sostanzialmente stabili rispetto al corrispondente periodo dell'esercizio precedente, passando da 2.187,4 a 2.188,5 milioni. Le variazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto negativo pari a 35,1 milioni, principalmente per effetto della svalutazione del dollaro, mentre le variazioni del perimetro hanno inciso favorevolmente per 61,0 milioni. A cambi e perimetro costanti, il giro d’affari avrebbe evidenziato una sostanziale stabilità rispetto all’esercizio precedente, con una variazione negativa del 1,1%.
In Italia il fatturato ha raggiunto 393,5 milioni, registrando una contrazione del 2,2%, principalmente riconducibile al calo della domanda nel mercato domestico.
Negli Stati Uniti, dopo l’ottima performance del primo trimestre, l’indebolimento del dollaro e una dinamica dei prezzi meno favorevole hanno penalizzato i ricavi, che si sono attestati a 733,0 milioni, in diminuzione del 6,9% rispetto all’esercizio precedente. A cambi costanti, il fatturato avrebbe evidenziato una flessione dello 0,6%.
In Europa Centrale, un avvio d’anno più debole e una domanda ancora contenuta hanno determinato un giro d’affari di 461,2 milioni, in calo del 2,3% rispetto al primo semestre dello scorso esercizio.
In Europa Orientale, il fatturato si è attestato a 327,4 milioni, in diminuzione del 5,5% rispetto all’anno precedente. Il risultato ha risentito principalmente della debolezza dei volumi in Polonia nei primi mesi dell’anno, influenzati da condizioni meteorologiche sfavorevoli, nonché del rallentamento dell’attività economica in Russia. A parità di tassi di cambio, il fatturato avrebbe registrato una contrazione del 7,9%.
In Brasile, la favorevole evoluzione sia dei volumi sia dei prezzi ha sostenuto la crescita del giro d’affari, che ha raggiunto 204,0 milioni, in aumento del 23,8% rispetto all’anno precedente. Al netto dell’effetto cambio, il fatturato sarebbe aumentato del 18,3%.
Negli Emirati Arabi Uniti, nonostante il rallentamento dei volumi legato al conflitto nell’area, una solida politica di prezzo e mix prodotti ha consentito di conseguire ricavi pari a 75,8 milioni, inclusivi di 53,2 milioni derivanti dalle variazioni di perimetro. Su base pro-forma, il risultato risulta sostanzialmente in linea con quello del precedente esercizio.
Il margine operativo lordo consolidato si è attestato a 482,7 milioni, registrando una flessione dell’8,2% rispetto ai 526,0 milioni dell’esercizio precedente. Il risultato del periodo include proventi non ricorrenti netti per 7,5 milioni. Al netto di tali componenti, il margine operativo lordo ricorrente è passato da 526,3 a 475,2 milioni, con un’incidenza sul fatturato pari al 21,7% (24,1% nel 2025). La redditività caratteristica del primo semestre si è rafforzata in Italia, Polonia, UAE e Brasile, grazie al miglioramento della leva operativa. Per contro, l’aumento dei costi di produzione ha penalizzato i margini nelle altre aree geografiche in cui il gruppo opera. Le variazioni di perimetro hanno contribuito positivamente per 9,0 milioni, mentre le fluttuazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto negativo pari a 8,9 milioni.
Dopo ammortamenti per 170,1 milioni (160,1 milioni nel 2025), il risultato operativo si è attestato a 311,4 milioni, in diminuzione rispetto ai 365,9 milioni del 2025. Nell’esercizio si registrano proventi finanziari netti in calo rispetto allo scorso esercizio (55,0 milioni nel 2026 contro 120,9 milioni del periodo precedente). È migliorato, invece, il contributo delle partecipazioni valutate ad equity, pari a 68,1 milioni (59,9 milioni nel 2025). Il risultato prima delle imposte si è quindi attestato a 434,6 milioni (546,0 milioni nel primo semestre 2025). Dopo imposte sul reddito per 110,2 milioni (156,3 milioni nel 2025), il primo semestre si è chiuso con un utile netto di 324,5 milioni, rispetto ai 389,8 milioni dello stesso periodo nel 2025.
A fine periodo, la disponibilità netta consolidata ammontava a 896,1 milioni (1.109,7 milioni a fine 2025). Nel semestre in esame il gruppo ha distribuito dividendi agli azionisti per 123,5 milioni e sostenuto spese in conto capitale per complessivi 275,2 milioni, di cui 11,3 milioni riferiti a investimenti in partecipazioni, tra cui l’acquisto di ulteriori quote in Gulf Cement Company. Gli investimenti destinati al miglioramento delle performance ambientali e alla decarbonizzazione dei processi produttivi, tra cui l’incremento della produzione di cementi a minor contenuto di clinker, il maggiore utilizzo di combustibili alternativi e la produzione interna di energia elettrica rinnovabile, sono ammontati a circa 48,0 milioni. Nel corso del periodo sono stati inoltre impiegati 180,3 milioni nell’ambito del programma di acquisto di azioni proprie, iniziato verso fine febbraio.
S&P Global Ratings ha confermato il rating investment grade del gruppo a BBB+/A-2 con outlook stabile, riflettendone la solida posizione finanziaria e l’elevata capacità di generazione di cassa.
Il patrimonio netto al 30 giugno 2026, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 7.347,5 milioni, contro 7.137,7 milioni di fine 2025; il rapporto passività/patrimonio netto è rimasto stabile al 25% rispetto al dicembre 2025.
RISULTATI PER AREA GEOGRAFICA
In Italia, il comparto delle costruzioni ha continuato a fornire un contributo significativo all’attività economica nella prima metà dell’anno, sostenuto soprattutto dall’avanzamento degli ultimi progetti finanziati dal PNRR e, più in generale, dalla buona tenuta del comparto non residenziale. Il segmento residenziale, invece, ha mostrato segnali di debolezza, risentendo del ridimensionamento degli incentivi all’edilizia e di condizioni finanziarie meno favorevoli, con effetti di rallentamento sugli investimenti abitativi.
Le vendite di leganti idraulici nel corso del primo semestre hanno registrato una flessione pari a 6,2% risentendo delle condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno caratterizzato i primi mesi dell’anno e del progressivo rallentamento di alcuni cantieri infrastrutturali nel Nord Italia collegati al PNRR. I prezzi di vendita hanno tuttavia mantenuto una dinamica positiva, registrando un incremento su base annua. Una dinamica analoga ha interessato anche le consegne di calcestruzzo, risultate in calo del 6,3% rispetto al 2025, a fronte di prezzi medi di vendita in lieve miglioramento anno su anno. Alla luce di tali andamenti il giro d’affari si è attestato a 393,5 milioni, in lieve contrazione rispetto ai 402,5 milioni registrati nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Esso comprende un contributo pari a 3,4 milioni derivante dall'acquisizione di un nuovo impianto di betonaggio. Al netto di tale variazione, il risultato avrebbe registrato una contrazione del 3,1%. Il margine operativo lordo è invece passato da 84,0 a 100,8 milioni (+20,0%), beneficiando di proventi non ricorrenti pari a 7,5 milioni, al netto di tali componenti straordinarie il margine operativo lordo ricorrente è passato da 84,3 a 93,3 milioni.
In Stati Uniti gli investimenti nel settore delle costruzioni hanno registrato una flessione, penalizzati soprattutto dalla debolezza del comparto residenziale, ancora condizionato dagli elevati tassi di interesse, e di quello non residenziale privato, in particolare nei settori manifatturiero e industriale. In controtendenza, gli investimenti in data center e infrastrutture correlate hanno continuato a crescere, sostenuti dalla domanda legata all’intelligenza artificiale e ai servizi cloud, mentre l’edilizia pubblica ha beneficiato degli ultimi effetti espansivi dei programmi federali di investimento infrastrutturale.
In tale contesto, le nostre consegne di cemento hanno chiuso il semestre in crescita dell’1,6% rispetto al corrispondente periodo del 2025, grazie al solido avvio d’anno che ha più che compensato il lieve rallentamento registrato nei mesi primaverili per effetto delle abbondanti precipitazioni, in particolare in Texas. I volumi di calcestruzzo preconfezionato, concentrati prevalentemente in Texas, hanno invece evidenziato una flessione dell’1,5%. Sul fronte dei prezzi, quelli del cemento in valuta locale sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto a fine 2025, pur risultando leggermente inferiori alla media del primo semestre dello scorso esercizio, mentre i prezzi del calcestruzzo preconfezionato si sono mantenuti in linea con quelli dello stesso periodo del 2025. Il fatturato del periodo si è attestato a 733,0 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 787,1 milioni del 2025 (-6,9%). La redditività operativa ha evidenziato una contrazione ancora più marcata, con il margine operativo lordo sceso da 235,1 a 186,5 milioni (-20,7%). Su tale andamento hanno inciso sia il contesto di mercato meno favorevole sia l’incremento dei costi unitari di produzione, penalizzati dal permanere di pressioni inflattive e, in particolare, dall’aumento dei costi dei combustibili. La svalutazione del dollaro statunitense nei confronti dell’euro (-6,8%) ha inoltre avuto un impatto negativo sulla conversione dei risultati conseguiti negli Stati Uniti. A cambi costanti, il fatturato avrebbe registrato una flessione del 0,6%, mentre il margine operativo lordo sarebbe diminuito del 15,3%.
In Germania le più recenti stime indicano che l’economia si trova in una fase di fragile ripresa dopo un prolungato periodo di stagnazione. A sostenere l’attività economica contribuiscono il rafforzamento degli incentivi pubblici, inclusi gli investimenti infrastrutturali e la maggiore spesa destinata ai settori strategici. Gli investimenti mostrano segnali di graduale recupero, trainati principalmente dalla componente pubblica, mentre il settore delle costruzioni continua a essere penalizzato dagli elevati costi di finanziamento e dalla contenuta domanda residenziale.
Dopo la debolezza registrata nel primo trimestre, principalmente riconducibile alle condizioni meteorologiche sfavorevoli, anche il secondo trimestre ha evidenziato un andamento moderato, risentendo sia di una domanda di mercato meno dinamica sia di un contesto operativo ancora poco favorevole. Nel complesso del primo semestre, le vendite del settore cemento si sono attestate su livelli leggermente inferiori rispetto a quelli del 2025 (-3,5%). I prezzi medi di vendita hanno tuttavia mostrato un moderato rafforzamento, contribuendo a mitigare l’impatto della flessione dei volumi sui ricavi. Nel settore del calcestruzzo preconfezionato, le consegne hanno registrato una contrazione del 6,9% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente, mentre i prezzi medi di vendita hanno confermato una dinamica favorevole, risultando in miglioramento rispetto al 2025.
In tale contesto, il giro d’affari ha evidenziato una lieve flessione, attestandosi a 378,4 milioni rispetto ai 388,2 dell’esercizio precedente. L’acquisizione di nuovi impianti di betonaggio ha contribuito al risultato per 4,4 milioni. Escludendo tale effetto, il risultato avrebbe registrato una contrazione del 3,7%. Il margine operativo lordo ha invece registrato una contrazione del 25,2%, passando da 50,7 a 37,9 milioni, principalmente per effetto della maggiore incidenza dei costi fissi sui volumi di attività.
In Lussemburgo e Paesi Bassi durante la prima metà dell’anno, le consegne di cemento si sono mantenute in linea con quelle registrate nel corrispondente periodo dello scorso esercizio. La performance è stata sostenuta dalla buona tenuta dei mercati domestico e francese, che ha compensato la minore dinamica del mercato belga. I prezzi medi di vendita hanno inoltre evidenziato un lieve miglioramento rispetto ai livelli del 2025. Nel settore del calcestruzzo preconfezionato (Paesi Bassi), le consegne hanno registrato una flessione dell’8,2%, risentendo del rinvio di alcuni progetti da parte della clientela, nonché di condizioni meteorologiche sfavorevoli, caratterizzate da un inverno particolarmente rigido e da un’ondata di calore eccezionale a fine giugno. I prezzi medi di vendita hanno invece evidenziato un’evoluzione positiva.
In questo contesto, il fatturato si è attestato a 97,8 milioni, con una flessione dell’1,6% rispetto ai 99,4 milioni del corrispondente periodo del 2025. Il margine operativo lordo ha evidenziato una contrazione più marcata, riducendosi da 19,0 a 12,5 milioni.
In Polonia l’economia è attesa proseguire il ciclo espansivo, sebbene a un ritmo più moderato rispetto agli anni precedenti. La crescita del settore edile è trainata dagli investimenti pubblici e infrastrutturali, mentre l’edilizia residenziale e gli interventi di ristrutturazione mostrano una performance più debole, condizionata dalle condizioni finanziarie ancora restrittive e dal graduale rallentamento della domanda privata. Nel complesso, il comparto continua a essere sostenuto dalla componente pubblica.
Guardando ai nostri volumi di vendita, il significativo rallentamento registrato nel primo trimestre, determinato principalmente da condizioni meteorologiche particolarmente avverse, ha condizionato l’andamento dell’intero semestre. Il successivo recupero osservato nel secondo trimestre, con livelli di attività sostanzialmente allineati a quelli dello stesso periodo del 2025, non è infatti risultato sufficiente a compensare integralmente la debolezza di inizio anno. Nel complesso, le consegne di cemento hanno chiuso il semestre in diminuzione del 10,6% rispetto all’esercizio precedente, mentre il settore del calcestruzzo preconfezionato ha evidenziato una contrazione del 13,4%. Sul fronte commerciale, i prezzi medi di vendita del cemento in valuta locale hanno mostrato un’evoluzione favorevole, attestandosi su livelli leggermente superiori rispetto a quelli dello scorso anno, mentre i prezzi del calcestruzzo preconfezionato hanno registrato una lieve flessione.
Il giro d’affari del periodo ha conseguentemente chiuso in calo, passando da 98,4 milioni nel 2025 a 89,1 milioni nel 2026 (-9,4%). Nonostante il miglioramento della redditività operativa, il margine operativo ha registrato una contrazione, attestandosi a 25,2 milioni (-6,3%), principalmente per effetto della riduzione dei volumi di vendita. La svalutazione dello zloty (-0,3%) ha avuto un impatto limitato sulla traduzione dei risultati in euro.
In Repubblica Ceca e Slovacchia l’attività edilizia ha mantenuto un orientamento espansivo, sostenuta dalla crescita degli investimenti pubblici e dall’utilizzo dei fondi europei. Parallelamente, il mercato residenziale mostra segnali di ripresa, con un aumento dei permessi di costruzione e delle nuove abitazioni avviate, favorito dal miglioramento delle condizioni finanziarie e dalla ripresa degli investimenti privati.
Le consegne di leganti idraulici hanno confermato la dinamica positiva già evidenziata nel primo trimestre, registrando una crescita del 5,5%, sostenuta principalmente dalla vivace attività edilizia nell’area di Praga, che continua a beneficiare di un elevato numero di cantieri in corso di realizzazione. I prezzi medi di vendita, espressi in valuta locale, si sono mantenuti sostanzialmente in linea con quelli dell’esercizio precedente. Ancora più favorevole l’andamento del settore del calcestruzzo preconfezionato, che ha evidenziato un incremento dei volumi del 10,9%, accompagnato da un ulteriore miglioramento dei prezzi di vendita.
Grazie alla positiva evoluzione dei volumi e del mix di vendita, il fatturato si è attestato a 116,3 milioni, in aumento del 15,7% rispetto ai 100,6 milioni del corrispondente periodo 2025, mentre il margine operativo lordo è cresciuto da 33,3 a 36,6 milioni (+10,0%). L’apprezzamento della corona ceca nei confronti dell’euro (+2,8%) ha inoltre contribuito favorevolmente alla traduzione dei risultati nella valuta di presentazione del gruppo; a cambi costanti, il fatturato avrebbe registrato una crescita del 12,6%, mentre il margine operativo lordo sarebbe aumentato del 7,0%.
In Brasile l’attività economica ha mostrato una moderata espansione nei primi mesi del 2026. Nel settore delle costruzioni, il comparto residenziale continua a beneficiare degli incentivi legati al programma federale Minha Casa, Minha Vida, mentre i segmenti non residenziale e infrastrutturale sono sostenuti dagli investimenti in energia, trasporti e altre opere strategiche. Questo mix di domanda pubblica e privata supporta una crescita moderata ma diffusa dell’attività edilizia.
Nel corso della prima metà dell’anno, le consegne di cemento in Brasile hanno registrato una crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, mentre i prezzi medi di vendita in valuta locale hanno evidenziato un incremento ancora più marcato. Beneficiando di tali favorevoli dinamiche di mercato, il fatturato è aumentato da 164,8 milioni a 204,0 milioni, con una crescita del 23,8%. Il margine operativo lordo ha raggiunto 56,1 milioni, rispetto ai 36,0 milioni del primo semestre 2025. Anche in valuta locale i risultati confermano un significativo miglioramento sia dei ricavi sia della redditività operativa. L’apprezzamento del real brasiliano (+4,4%) ha inoltre fornito un moderato contributo positivo alla conversione dei risultati in euro. A cambi costanti, il fatturato avrebbe registrato un incremento del 18,3%, mentre il margine operativo lordo sarebbe aumentato del 48,9%.
Negli Emirati Arabi Uniti, la crescita economica si conferma solida e dinamica, con prospettive di continuo sviluppo nonostante le dinamiche geopolitiche che hanno recentemente interessato direttamente la regione.
In tale contesto operativo, le nostre consegne di cemento hanno mostrato un andamento in linea con le attese, per poi risentire delle tensioni geopolitiche che hanno interessato l’area mediorientale in seguito al conflitto tra Stati Uniti e Iran. In termini pro-forma, considerando che le attività negli Emirati Arabi Uniti sono consolidate soltanto a partire da maggio 2025, le consegne di cemento hanno registrato una flessione del 15,7% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Tale andamento riflette anche una precisa strategia commerciale orientata al miglioramento della redditività, perseguita attraverso la riduzione delle esportazioni di clinker a basso margine e una maggiore focalizzazione sul mercato domestico, caratterizzato da condizioni di prezzo più favorevoli. Di conseguenza, i prezzi medi di vendita hanno mostrato un significativo rafforzamento, attestandosi su livelli sensibilmente superiori rispetto allo scorso anno. Su base pro-forma, i ricavi si sono attestati a 75,8 milioni, rispetto a 68,8 milioni nel 2025, mentre il margine operativo lordo è risultato pari a 10,5 milioni, rispetto a 4,8 milioni dell’esercizio precedente.
In Russia, in ottemperanza alle sanzioni adottate dalle istituzioni europee, dal mese di maggio 2022 Buzzi ha interrotto ogni coinvolgimento nelle attività operative delle società controllate operanti in loco. Di conseguenza le decisioni afferenti all’investimento possono essere prese solo attraverso l’assemblea degli azionisti e sono limitate a quelle che, in base al codice commerciale della Russia, spettano a tale organo, nonché a decisioni di natura straordinaria così come definite nello statuto. Le informazioni a nostra disposizione riguardo l’andamento della domanda e del mercato delle costruzioni sono pertanto limitate. Al 30 giugno 2026, il valore patrimoniale delle attività nette in Russia ammonta a 543,0 milioni di euro.
Nel periodo in esame, i ricavi netti si sono attestati a 124,4 milioni, registrando una contrazione rispetto ai 147,6 milioni dell’esercizio precedente (‑15,7%). Anche il margine operativo lordo ha evidenziato una notevole riduzione, attestandosi a 16,7 milioni rispetto ai 38,3 milioni dell’anno precedente (‑56,5%). La dinamica valutaria ha fornito un contributo positivo (+6,2%) nella conversione dei risultati in euro; a cambi costanti, infatti, i ricavi avrebbero mostrato una diminuzione più marcata, pari al 20,9%, così come il margine operativo lordo, che avrebbe registrato un calo del 59,2%.
In Messico, dopo i segnali positivi emersi nel primo trimestre, la joint venture ha ulteriormente consolidato il proprio percorso virtuoso nel secondo trimestre dell’anno. Al termine del semestre, i volumi di vendita del cemento hanno registrato un incremento del 12,7% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, mentre i prezzi di vendita, espressi in valuta locale, hanno evidenziato un progressivo rafforzamento nel corso dei mesi. Nel comparto del calcestruzzo preconfezionato, l’andamento è risultato più debole, con volumi in flessione del 5,8%; tale flessione è stata tuttavia compensata dal favorevole andamento dei prezzi, che hanno evidenziato un’evoluzione positiva nel corso del semestre.
In questo contesto, il fatturato, riferito al 100% della joint venture, si è attestato a 572,1 milioni, in aumento del 26,4% rispetto al corrispondente periodo del 2025, mentre il margine operativo lordo ha raggiunto 264,9 milioni, rispetto ai 214,1 milioni del primo semestre dell’esercizio precedente, confermando un eccellente livello di redditività operativa. I risultati hanno inoltre beneficiato dell’apprezzamento del peso messicano nei confronti dell’euro (+6,5%). A parità di cambio, la crescita del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata pari rispettivamente al 18,1% e al 15,6%.
La quota di utile riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 62,8 milioni (49,2 milioni nel 2025).
EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
In un contesto macroeconomico e geopolitico ancora caratterizzato da significativi elementi di incertezza, la società ha conseguito nel primo semestre del 2026 risultati operativi solidi, sostenuti dalla tenuta dei volumi di vendita e dal favorevole andamento dei prezzi. Tuttavia, il progressivo incremento dei costi di produzione nei principali mercati di presenza, unitamente all’effetto sfavorevole dei movimenti valutari, in particolare la svalutazione del dollaro rispetto all’euro, hanno penalizzato la performance operativa, esercitando una certa pressione sulla redditività caratteristica.
Con riferimento all’evoluzione dell’attività nella seconda parte dell’esercizio, non prevediamo sostanziali cambiamenti rispetto al contesto macroeconomico e geopolitico osservato nel primo semestre. Le tensioni internazionali e le persistenti incertezze economiche continuano infatti a influenzare i mercati, con effetti che si manifestano principalmente attraverso pressioni inflazionistiche sui costi operativi. Nei nostri principali mercati di riferimento ci attendiamo una domanda sostanzialmente in linea con quella registrata nei primi sei mesi dell’anno.
In Italia, dopo il progressivo rallentamento osservato nel semestre, stimiamo che i volumi di vendita continueranno a risentire della debolezza del comparto residenziale e del graduale ridimensionamento delle opere connesse al PNRR. Riteniamo tuttavia che gli incrementi di prezzo attuati a inizio anno, unitamente ai benefici derivanti dalle misure di Energy Release, possano contribuire a preservare livelli di redditività soddisfacenti.
Negli Stati Uniti, il buon andamento registrato nella prima parte dell’anno dovrebbe consentirci di chiudere l’esercizio con volumi sostanzialmente in linea con quelli del 2025. Permane tuttavia un contesto competitivo, specialmente in Texas, impegnativo sul fronte dei prezzi, dove risulta sempre più difficile ottenere adeguamenti in grado di compensare il continuo incremento dei costi operativi.
In Europa Centrale, dopo un avvio d’anno particolarmente debole, prevediamo un graduale miglioramento dei volumi di vendita accompagnato da alcuni progressi sul fronte dei prezzi. In Germania, tuttavia, il significativo incremento dei costi già emerso al termine del primo semestre ci porta a prevedere una contrazione della marginalità anno su anno.
In Europa Orientale, e in particolare in Polonia e Repubblica Ceca, le condizioni di mercato rimangono favorevoli; ci attendiamo pertanto di chiudere l’esercizio con risultati operativi e livelli di marginalità soddisfacenti.
In Brasile, l’elevato utilizzo della capacità produttiva, abbinato al significativo recupero dei prezzi registrato negli ultimi trimestri, e la crescita dei volumi di vendita supportano aspettative favorevoli anche per il secondo semestre. Prevediamo, pertanto, una chiusura d’esercizio positiva e in deciso miglioramento rispetto all’anno precedente.
Gli Emirati Arabi Uniti restano infine il mercato maggiormente esposto agli effetti delle persistenti tensioni geopolitiche nell’area mediorientale. Pur prevedendo un miglioramento della performance operativa grazie alle azioni manageriali e commerciali implementate fin dall’acquisizione, i risultati continueranno a risentire delle difficoltà logistiche e delle maggiori complessità operative nella regione. Ci attendiamo comunque una chiusura dell’esercizio con risultati superiori a quelli del 2025, sebbene leggermente inferiori alle nostre iniziali aspettative.
Alla luce degli elementi sopra descritti, stimiamo di ottenere nell’intero esercizio 2026 un margine operativo lordo ricorrente compreso tra 1.100 e 1.200 milioni di euro.
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Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Elisa Bressan, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.
Contatti societari:
Segreteria Investor Relations
Ileana Colla
Tel. +39 0142 416 404
E-mail: ileana.colla@buzzi.com
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I risultati del primo semestre 2026 saranno illustrati nel corso di una conference call che si terrà oggi, martedì 4 agosto alle ore 16:30. Per partecipare registrarsi al seguente link:
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